Archivio dell'autore: Ingrid B. Coman

USCITA DI V. IGNA, “ANDANTE”, Milano, Rediviva Edizioni, 2017

 

Vasile Igna, Andante. Un racconto, traduzione dal romeno di Davide Arrigoni, collana «Quaderni romeni», Milano, Rediviva Edizioni, 2017, 344 p., ISBN-13: 978-88-97908-32-6, Euro 12,00 [ed. orig., Andante. O poveste, Cluj-Napoca, Editura Limes, 2006].

 

Di ritorno a casa da un esilio lungo e non voluto, a Sebastian Opreanu viene offerta l’inattesa occasione di guardare indietro. Com’è stata la sua vita? Quali persone ha conosciuto, ha ammirato, chi lo ha influenzato? Cosa ha amato, cosa ha odiato? Quali sono i valori in cui ha creduto e quali sono quelli davanti a cui ha dovuto, anche senza volerlo, piegarsi?  Il racconto immaginato da Vasile Igna (noto finora, soprattutto, come poeta) è l’appassionante monologo di un uomo che, nel tentativo di ricordare, impara a morire. Una lezione per il cui finale si è preparato da più di ottanta anni. Un’uscita di scena calma, serena, tranquilla, ma non priva di toni drammatici. Un andante pieno di una malinconia luminosamente rassegnata.

 

«Nel racconto immaginato da Vasile Igna la giovinezza è il ricordo di un’altra vita, che si svolge fra la partenza da e il ritorno nel paese natale, pervasa dal presagio e dalla materializzazione della morte» (Monica Ghetz)

 

«Sebastian Opreanu illustra […] il dualismo dell’europeo “globalizzato” e il mezzo per rappresentare la personalità “post-moderna”, scissa-unificata, è la lingua: la lingua materna versus le lingue apprese consapevolmente» (Monica Ghetz)

 

Due brevi citazioni dal romanzo:

 

– Magari penserete che tutto quello che vi racconto l’ho anche vissuto. Falso! Io ricordo; non costruisco una storia, né una biografia. La mia sincerità non ha quasi niente a che fare con la verità, ma, se volete, con il bello. Il racconto è parola, non vita, proprio come il narratore è una creatura di parole, non di carne. Dopo tutto, siamo solo quello che possiamo raccontare. Dietro di noi non si nasconde nulla, neppure un estraneo; lo sdoppiamento è il fantasma dei deboli. E narrare non dà sollievo a nessuno, non porta la salvezza, ma ci offre una possibilità. E rafforza la nostra illusione di aver vissuto.

 

– Le piace la musica, signor Pavel?

– Sì, signor colonnello.

– Allora sa che in una sinfonia, in un concerto, in una sonata quello che conta per l’economia dell’insieme, ma anche per il suo senso ultimo, sono i momenti di calma, di tregua, quelli in cui gli strumenti, riscaldati dall’urto dei suoni alti e dai capovolgimenti appassionati, fanno un respiro, si placano. Cercano di intendersi fra di loro, di organizzarsi, di raccontarsi… L’archetto scivola toccando a stento le corde dei violini, i corni suonano lontano, il violoncello sospira, il flauto versa lacrime invisibili…

Andante, signor colonnello, andante! – esclamai quasi senza rendermene conto.

USCITA DI: N. STEINHARDT, “DIARIO DELLA FELICITÀ”, Milano, Rediviva Edizioni, 2017

Diario della felicità - FrontCover

N. Steinhardt, Diario della felicità, traduzione dal romeno di Gabriella Bertini Carageani, edizione italiana a cura di Gheorghe Carageani, collana «Spiritualità», Milano, Rediviva Edizioni, 2017, 550 p., ISBN-13: 978-88-97908-33-3, Euro 18,00 (prima edizione italiana: Bologna, Il Mulino, 1995) [ed. orig., Jurnalul fericirii, Cluj-Napoca, Dacia, 1992].

Rediviva Edizioni ha il piacere di ripubblicare l’edizione italiana di Jurnalul fericirii [Il diario della felicità] di Nicolae Steinhardt (1912-1989), apparsa per la prima volta presso Il Mulino di Bologna (1995), nella traduzione di Gabriella Bertini Carageani e a cura di Gheorghe Carageani.

Si ringrazia il monastero Rohia per aver concesso la ripubblicazione di quest’opera che appare nella collana «Spiritualità» curata da Gabriel Popescu.

 

A breve il libro, considerato uno dei testi più prestigiosi della letteratura romena successiva al 1990, sarà disponibile anche su amazon.it.

 

Per approfondimenti si consigliano i seguenti link:

 

Diario della felicità - Cover

 

L. Rebreanu, Adamo ed Eva: Un assaggio del romanzo

 

 

Copertina 3D_Adamo e EvaUN ASSAGGIO “A MOSAICO” DEL ROMANZO

(brani scaricabili in formato pdf):

Novità: Carlo D’Urso, “Il sangue e il grano/Sângele şi grâul”. Un saggio su Vincent van Gogh.

 

 

Il sangue e il grano - Front Cover

 

Carlo D’Urso
Il sangue e il grano. 1875-1890: gli ultimi anni di Vincent van Gogh
Sângele şi grâul. 1875-1890: ultimii ani ai lui Vincent van Gogh
edizione bilingue italiano-romeno
testo romeno a cura di Valentina Negriţescu e Adina Teodorescu
Milano, Rediviva Edizioni, 2015
collana «Arte e vita», p. 136
ISBN-13: 978-88-97908-28-9

Euro 8,00

 

«È un dono e una grazia che ci siano poeti come Carlo D’Urso, artigiano della parola e cultore del bello. Chi scrive ha e ha avuto spesso la fortuna di essere lettore privilegiato del magmatico laboratorio poetico di D’Urso, delle sue continue prove di raggiungere una letteratura e una poesia ‘universale’. Un aggettivo che ben s’addice a chi come lui tenta buona parte delle vie che la parola scritta può percorrere, dalla poesia alla prosa fino alla saggistica; universale quindi perché aspira e ha come modello la pienezza espressiva e l’assoluto.

[…]

Il testo che qui si presenta, Il sangue e il grano, è un ‘ritratto’ della complessa figura del pittore Vincent van Gogh, sotto forma di un commento a una raccolta epistolare del pittore con il fratello Theo, lettere che testimoniano la sofferta formazione dell’uomo e dell’artista. Alla voce del pittore si affianca, in controluce, la voce di Carlo D’Urso; nel suo commento sembra di sentire l’eco lontana dei traduttori e poligrafi medievali che appuntavano ai margini delle “Scritture” il loro pensiero, un’aggiunta di “verbo” al “verbo”, una superfetazione evangelica.

Proprio la vocazione al sacro, o il furore religioso, viene messa in risalto dalle prime lettere del pittore che confida, sempre al fratello, le sue angosce e speranze; L’imitazione di Cristo è il testo che guida i suoi passi, tenta con la predicazione e con l’aiuto morale di portare sollievo ai minatori e ai poveri della desolata regione carbonifera del Borinage. La prima grande delusione arriva quando gli viene impedito di continuare nella sua opera di predicazione religiosa; da quel momento la sua divinità diverrà l’Arte, la pittura, la costante ricerca del suo stile e della sua personalissima forza pittorica; come noto arriverà a vette altissime di novità espressiva, unicità di colore e forma».

Dalla prefazione di Emiliano Ventura.

 

Carlo D’Urso (Milano, 1982) ha pubblicato poesie, articoli e prose poetiche in varie riviste e antologie letterarie. Fra le sue opere si ricordano: la raccolta poetica Sursum Corda (Milano, Il Melograno, collana «Stilnovo», 2007); Il sangue e il grano, saggio sugli ultimi anni di vita di Vincent van Gogh (Roma, Bardi Editore, 2008); la traduzione del testo integrale di Tamerlane (1827) di E.A. Poe (Roma, Arduino Sacco Editore, 2011); Crier Pour Lui. L’Inquieto Vagare di Arthur Rimbaud (Palermo, Torri del Vento Edizioni, 2013), e Vlad Dracula Ţepeş (Roma, Arbor Sapientiae Editore, 2014).

 
«Este un dar şi o graţie că există poeţi precum Carlo D’Urso, artizan al cuvântului şi iubitor al frumosului. Cine scrie a avut adesea norocul să fie cititor privilegiat al incandenscentului laborator poetic al lui D’Urso, ale încercărilor continue de a atinge o literatură şi o poezie ‘universală’. Un adjectiv care se potriveşte de minune celui care la fel ca el încearcă bună parte a căilor pe care cuvântul scris poate să le parcurgă, de la poezie la proză până la eseistică; universal pentru că aspiră şi are ca model plinătatea expresiei şi absolutul.

[…]

Textul care aici se prezintă, Sângele şi grâul, este un ‘portret’ al figurii complexe a pictorului Vincent van Gogh, sub forma unui comentariu al unei culegeri epistolare a pictorului cu fratele său Theo, scrisori care mărturisesc formarea suferindă a omului şi a artistului. Vocii pictorului i se alătură, în “contre-jour”, vocea lui Carlo D’Urso; în comentariul său pare că se aude ecoul îndepărtat al traducătorilor şi al tipografilor medievali care îşi notau pe marginea “Scrierilor” un gând de-al lor, o adăugare de “verb” la “verb”, o adăugare superfluă evangelica.

Poate chiar vocaţia pentru sacru, sau furia religioasă, este pusă în relief de la primele scrisori ale pictorului care îi mărturiseşte întotdeauna fratelui, angoasele şi speranţele sale; Imitaţia lui Hristos este textul care-i călăuzeşte paşii, încearcă prin predică şi cu ajutorul moralei să aducă alinare minerilor şi săracilor din dezolata regiune carboniferă din zona Borinage. Prima mare deziluzie îşi face apariţia în momentul în care este împiedicat să-şi continue opera de propovăduire religioasă; din acel moment divinitatea sa va deveni Arta, pictura, constanta cercetare a stilului său şi a forţei sale picturale foarte personală; cum este ştiut va ajunge pe culmi foarte înalte de noutate expresivă, unicitate de culoare şi formă».

Din prefaţa lui Emiliano Ventura.

 

Carlo D’Urso (Milano, 1982) a publicat poezii, articole și proză poetică în diferite reviste și antologii literare. Printre operele sale amintim: culegerea de poezii Sursum Corda (Milano, Il Melograno, collana «Stilnovo», 2007); Il sangue e il grano [Sângele și grâul], eseu despre ultimii ani de viață ai lui Vincent van Gogh (Roma, Bardi Editore, 2008); traducerea volumului integral Tamerlane (1827) de E.A. Poe (Roma, Arduino Sacco Editore, 2011); Crier Pour Lui. L’Inquieto Vagare di Arthur Rimbaud [Crier Pour Lui. Neliniștita rătăcire a lui Arthur Rimbaud] (Palermo, Torri del Vento Edizioni, 2013), și Vlad Dracula Ţepeş (Roma, Arbor Sapientiae Editore, 2014).

 

Rediviva Edizioni al Bookcity di Milano, 23/10/2015

 

REDIVIVA EDIZIONI AL BOOKCITY DI MILANO, 23/10/2015

 

bookcity-2015-milano

 

In occasione del Bookcity Milano 2015, la casa editrice Rediviva Edizioni invita i suoi lettori e tutti coloro che sono interessati all’appuntamento di

 

venerdì 23 ottobre 2015 alle 14.30

presso il Museo  delle Culture  del  Mondo

via Tortona 56, Milano.

 

All’incontro, dal  titolo AMORE E LIBERTÀ, interverranno Antonio Buozzi, Ingrid Beatrice Coman e Violeta P. Popescu che presenteranno:

 

Badante per sempre - Front Cover

Ingrid Beatrice Coman

Badante pentru totdeauna. Badante per sempre

edizione bilingue romeno-italiano

collana «Ti racconto il mondo»

Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 250 p.

ISBN-13: 9788897908258, euro 10.

 

Come un acrobata in bilico fra due mondi, Magda cammina sul filo che unisce i bisogni alla nostalgia, la dedizione per gli altri all’amore per la famiglia in un racconto pieno di emozioni e di sorprese.

«Tanto è stato detto sulle donne che hanno lasciato indietro i propri figli per difenderli dai bisogni, andando a lavorare all’estero. Badanti, come vengono chiamate, una parola che ha attraversato il confine ed è entrata di diritto nel vocabolario romeno. Giudicate, accusate, messe al muro, poche volte hanno avuto la possibilità di alzarsi e difendersi. Sempre disposti a scagliare la prima pietra, raramente guardiamo indietro per vedere quanto dolore ha provocato. Questo libro non dà retta al suono secco delle pietre. Ne sono cadute troppe per stare a contarle… Cerca solo di sentire l’intervallo del silenzio tra una pietra e l’altra. Quel silenzio è una pietra non scagliata. E proprio in quel silenzio, nello spazio di un lancio non avvenuto, si è posata sulla carta questa storia».


Adamo ed Eva - Front Cover

Liviu Rebreanu

Adamo ed Eva

trad. dal romeno di Davide Arrigoni

collana «Quaderni romeni»

Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 360 p.

ISBN-13: 9788897908241, Euro 12.

 

In un emozionante viaggio attraverso il tempo e lo spazio, il lettore si avvicina al destino dei due protagonisti che, con nomi diversi, non smettono di cercarsi e di rincorrersi nel tentativo di ristabilire l’equilibrio spezzatosi nell’istante in cui si sono separati.

«“Libro delle illusioni eterne”, come lo aveva concepito il suo autore, Adam şi Eva è l’opera utopica del riscatto della condizione umana attraverso l’amore, perché, percorrendo le sette vite, l’uomo conserva come passaporto per l’eternità la memoria dell’amore. Rebreanu investe questo sentimento della funzione di oggetto magico in cui l’uomo sconfigge l’implacabile scorrere del tempo e conquista l’eternità» Mariana Ionescu (1989).

                                                I confini del cuore - Front Cover

Lilian v Kertay [Liliana Tarozzi]

I confini del cuore

collana «Memorie»

Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 372 p.

ISBN: 9788897908166, Euro 12.

Lilian v Kertay [Liliana Tarozzi]

Frontierele inimii

trad. dall’italiano di Horia Puşcaşiu

collana «Memorie»

Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 336 p.

ISBN: 9788897908210, Euro 12.

 

«Una vicenda personale, raccontata con disarmante sincerità. Un lungo tratto di storia, vissuto sulla pelle, tra paure, emozioni, voglia di cambi­are, di non sottomettersi a un regime ingiusto, crudele».

«O aventură personală, povestită cu o sinceritate dezarmantă. O lungă perioadă de viaţă, trăită pe propria piele, între frici, emoţii, dorinţa de a schimba, de a nu se supune unui regim nedrept, crud».

 

 

È il terzo anno consecutivo che la giovane casa editrice Rediviva Edizioni partecipa al festival per diffondere, in particolare, la conoscenza in Italia della letteratura romena.

 

REDIVIVA EDIZIONI

È nata nel 2012 a Milano, su iniziativa di un gruppo di scrittori, giornalisti, critici e sociologi, come progetto del Centro Culturale Italo-Romeno di Milano. L’obiettivo principale di questa attività è la promozione dei valori culturali romeni in Italia, per favorire l’incontro tra le culture, la condivisione e l’arricchimento reciproco.

 

 
BOOKCITY MILANO

È un’iniziativa voluta dal Comune di Milano e dal Comitato Promotore (Fondazione Rizzoli «Corriere della Sera», Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Fondazione Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri), a cui si è affiancata l’AIE (Associazione Italiana Editori), in collaborazione con l’AIB (Associazione Italiana Biblioteche) e l’ALI (Associazione Librai Italiani).

 

 

L’evento della casa editrice Rediviva Edizioni gode del patrocinio del Consolato Generale della Romania  Milano e si inserisce nel programma SCRITTI DALLA CITTÀ MONDO, evento promosso per BookCity dal Tavolo di Lavoro Comunicazione ed Eventi Culturali dell’ambito del FORUM CITTÀ DEL MONDO – Comune Milano, al quale partecipa, tra le altre realtà associative della Lombardia, anche il Centro Culturale Italo-Romeno.

 

Gli organizzatori chiedono cortesemente ai partecipanti di essere puntuali all’incontro che si svolgerà nell’orario 14.30-15.25, essendo previsti anche altri incontri.

 

Per info: infoculturaromena@gmail.com   (tel.: +3407638880).

 

 

Un “assaggio” degli ultimi libri di Rediviva Edizioni

 

Ecco l’inizio di alcuni degli ultimi libri di Rediviva Edizioni che potete scaricare in formato pdf.
BUONA LETTURA!

 

 

Mateiu I. CARAGIALEI principi della Corte Antica
I principi della Corte-Antica
trad. dal romeno di Mauro Barindi
progetto approvato da TPS
collana «Quaderni romeni»
Milano, Rediviva Edizioni, 2014, 184 p.
ISBN-13: 9788897908159.
 

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Aura CHRISTIAura Christi - Front Cover
La sfera del freddo.
Dall’inferno con amore

trad. dal romeno di Maria F. Pop
libro tradotto e pubblicato con il contributo
dell’Istituto Culturale Romeno di Bucarest
collana «Phoenix»
                                         Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 212 p.
                                         ISBN-13: 9788897908265.
 

 

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Ingrid Beatrice COMANBadante per sempre - Front Cover
Badante pentru totdeauna.
Badante per sempre
edizione bilingue romeno-italiano
collana «Ti racconto il mondo»
Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 250 p.
ISBN-13: 9788897908258.
 

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Ingrid Beatrice COMANTè al samovar - Front Cover
Tè al samovar
collana «Rosa dei venti»
Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 202 p.
nuova edizione riveduta
ISBN-13: 9788897908234.
 

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Micaela GHIŢESCUTra oblio e memoria
Tra oblio e memoria
trad. dal romeno di Ingrid Beatrice Coman
progetto approvato da TPS
collana «Memorie»
Milano, Rediviva Edizioni, 2014, 300 p.
ISBN-13: 9788897908173.
 

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Ranzie MENSAHLacrime della regina leonessa
Le lacrime della regina Leonessa
The Tears of the Lioness Queen
Les larmes de la Reine Lionne

testo in italiano, inglese e francese
collana «Farfalle di carta»
Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 32 p.
                                           ISBN-13: 9788897908142.
 

 

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Bujor NEDELCOVICILa mattina di un miracolo
La mattina di un miracolo
trad. dal romeno di Ingrid Beatrice Coman
collana «Quaderni romeni»
Milano, Rediviva Edizioni, 2014, 280 p.
ISBN-13: 9788897908197.
 

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Liviu REBREANUAdamo ed Eva - Front Cover
Adamo ed Eva
trad. dal romeno di Davide Arrigoni
collana «Quaderni romeni»
Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 360 p.
ISBN-13: 9788897908241.
 

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Keltoum STAALIcopertina_La-mimosa-di-dicembre
La mimosa di dicembre
trad. dal francese di Karim Metref
collana «Afrika»
Milano, Rediviva Edizioni, 2014, 82 p.
ISBN-13: 9788897908104.
 

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In assenza del padre - Front CoverStelian ŢURLEA
In assenza del padre
trad. dal romeno di Ingrid Beatrice Coman
collana «Quaderni romeni»
Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 164 p.
nuova edizione riveduta
ISBN-13: 9788897908227.
 

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Presentazione del volume Andiamo in Romania! – Milano, 21 luglio 2015

 

Martedì, 21 luglio 2015, h. 20.00

presso il Padiglione della Romania, Expo, Milano 2015

 

Annuario2015

 

Presentazione del volume: 

Violeta Popescu, Claudia Bolboceanu (a cura di)
Andiamo in Romania! Romania – patrimonio culturale e naturale europeo.
Annuario del Centro culturale italo-romeno – III edizione, 2015.
Să mergem în România! România – patrimoniu cultural şi natural european.
Anuarul Centrului cultural italo-român – ediţia a III-a, 2015
«Annuario», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 104 p.
ISBN-13: 978-88-97908-27-2.

 

Indice

Per ulteriori informazioni v. l’articolo pubblicato sul sito www.culturaromena.it

Rediviva Edizioni approda su TVR International – 4 giugno 2015

 

Un breve resoconto televisivo dell’attività svolta da Rediviva Edizioni

 TVR1 international

 

Al link http://www.tvrplus.ro/editie-corespondent-tvri-340399

è possibile guardare la registrazione (in lingua romena) del 4 giugno 2015 di Corespondent TVRi, dedicata agli eventi promossi dalle comunità dei romeni all’estero. All’interno della trasmissione (a partire da 37’.13’’ circa fino a 51’.22’’ circa) c’è uno spazio riservato a Rediviva Edizioni, con un riferimento alle due manifestazioni promosse a Bucarest il 29 e il 30 maggio 2015, le interviste ai partecipanti e, in generale, la descrizione delle attività della casa editrice e del Centro Culturale Italo-Romeno di Milano.

Buona visione!

«Un’incursione letteraria romeno-milanese a Bucarest», 29-30 maggio 2015

 

Il 29 e 30 giugno 2015 il gruppo della casa editrice Rediviva Edizioni, formato da Ingrid Beatrice Coman (scrittrice), Maria Floarea Pop (poetessa e traduttrice), Claudia Bolboceanu (poetessa e giornalista), Viorel Boldiş (poeta) e Violeta Popescu (documentarista), è arrivato a Bucarest, su invito dell’Istituto Italiano di Cultura e della Libreria Cărtureşti (Str. Arthur Verona, 13-15), per illustrare, in due diverse occasioni, le sue attività e i suoi progetti.

L’iniziativa è stato promossa e sponsorizzata da TVR International, dalla rivista «Contemporanul», da «Ziarul Financiar» e da Romanian Global News.

Sono state due serate emozionanti in cui la casa editrice Rediviva si è trovata per la prima volta in Romania a un incontro a stretto contatto non solo con il pubblico romeno, ma anche con quello italiano, presente numeroso nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest.

La prima manifestazione, svoltasi venerdì 29 maggio 2015 alle ore 18.00 il direttore EZIO Peraro- Istituto Italiano di Cultura Bucarestpresso l’Istituto Italiano di Cultura (Aleea Alexandru, 41, Bucarest), ha avuto come moderatore il direttore, dott. Ezio Peraro, che ha inserito l’evento all’interno del programma dedicato al Giorno dell’Italia. Nel suo discorso, il direttore ha sottolineato l’importanza del Centro Culturale Italo-Romeno di Milano, di cui segue con grande interesse le attività, dato il ruolo significativo che questa organizzazione riveste negli scambi culturali fra l’Italia e la Romania e nel loro dialogo continuo. Il gruppo del Centro Culturale Italo-Romeno dà prova di grande impegno e professionalità nei vari progetti che realizza, soprattutto se si tiene conto che non si avvale di nessun appoggio esterno, dimostrando così anche la centralità del volontariato come valore nel mondo attuale.

I progetti editoriali di Rediviva Edizioni sono un segno – ha affermato Ezio Peraro – della cultura come strumento per avvicinare ciò che unisce  e valorizzare la promozione dell’immagine di un paese, tanto da parte italiana quando da parte romena. Ha poi parlato del ruolo del professor Ramiro Ortiz (Chieti, 1879-Padova, 1947), un “missionario”, che ha dedicato tutta la sua vita alla cultura romena e italiana, un punto di riferimento nella storia degli scambi culturali italo-romeni.

In occasione della seconda manifestazione, sabato il 30 maggio 2015 alleRediviva Libraria carturesti ore 18.00, all’interno della Libreria Cărtureşti (Str. Arthur Verona, 13-15, Bucarest) si è riunito di nuovo un folto pubblico interessato ai libri e agli aspetti culturali della presenza romena in Italia. L’apprezzato scrittore Stelian Ţurlea, moderatore dell’incontro, che conosce da anni i progetti culturali della casa editrice Rediviva Edizioni di Milano, ha presentato gli ospiti come un “gruppo di missionari” della cultura romena in Italia, provenienti da almeno cinque località diverse sparse per la penisola, ma tutti animati dagli stessi ideali, interessati a costruire e lanciare un messaggio incisivo sul significato della solidarietà culturale, un messaggio sostenuto con coerenza, nonostante tutte le difficoltà.

A entrambe le manifestazioni ha partecipato un pubblico attento, costituito da studenti, giovani, esponenti della cultura, scrittori, giornalisti, poeti, …, pronto a salutare con calore e affetto la presenza in mezzo a loro dei cinque ospiti, la cui iniziativa è stata apprezzata da Stelian Ţurlea e da lui definita «un’autentica incursione letteraria romeno-milanese  Bucarest».

Oltre a esprimere la nostra gratitudine a tutti coloro che hanno ospitato i rappresentanti di Rediviva Edizioni, gli sponsor che hanno promosso questa iniziativa e i partecipanti alle due manifestazioni, desideriamo rivolgere uno speciale ringraziamento ai lettori, italiani e romeni, e a tutti coloro che, direttamente o indirettamente, hanno sostenuto, sostengono e sosterranno i progetti e i libri realizzati dalla casa editrice.

Primo appuntamento con i lettori di Bucarest – 29 e 30 maggio 2015

 

Locandina

 

 

La prima casa editrice romena in Italia – Rediviva Edizioni –, progetto del Centro Culturale Italo-Romeno di Milano, fondato nel 2008 per promuovere i valori culturali romeni e contribuire agli scambi culturali fra Romania e Italia, ha l’onore di invitarvi agli appuntamenti letterari e culturali di Bucarest il 29 maggio 2015, all’Istituto Italiano di Cultura, e il 30 maggio 2015, alla libreria Cărtureşti di str. Arthur Verona, 13-15.

Partner: TVR International, Romanian Global News, rivista «Contemporanul», «Ziarul financiar».

 

 

 

AVVISO

REDIVIVA EDIZIONI

PRIMO APPUNTAMENTO CON I LETTORI DI BUCAREST

 

Su invito dell’Istituto Italiano di Cultura e della Libreria Cărtureşti di Bucarest, la casa editrice Rediviva Edizioni di Milano è onorata di incontrare il pubblico dei lettori romeni:

  • venerdì 29 maggio 2015, h. 18.00, presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura, Aleea Alexandru, 41, Bucarest
  • sabato 30 maggio 2015, h. 18.00, presso la sede della Libreria Cărtureşti di str. Arthur Verona, 13-15, Bucarest.

In entrambe le occasioni saranno presentate le ultime pubblicazioni in romeno e in italiano lanciate quest’anno dalla casa editrice al Salone Internazionale del Libro di Torino:

  • Ingrid B. Coman, Badante pentru totdeauna. Badante per sempre, edizione bilingue romeno-italiano, collana «Ti racconto il mondo», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 250 p.
  • Aura Christi, La sfera del freddo. Dall’inferno, con amore, trad. dal romeno di Maria Floarea Pop, collana «Phoenix», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 212 p.
  • Lilian v Kertay, I confini del cuore, collana «Memorie», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 372 p.
  • Lilian v Kertay, Frontierele inimii, trad. dall’italiano di Horia Puşcaşiu, collana «Memorie», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 336 p.
  • Liviu Rebreanu, Adamo ed Eva, trad. dal romeno di Davide Arrigoni, collana «Quaderni romeni», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 360 p.

insieme ad altri volumi della casa editrice in romeno, in edizione bilingue romeno-italiano e in italiano, come:

 

INVITATI DALL’ITALIA

  • Ingrid Beatrice COMAN (scrittrice e traduttrice)
  • Maria Floarea POP (poetessa e traduttrice)
  • Claudia BOLBOCEANU (poetessa e giornalista)
  • Violeta POPESCU (documentarista e giornalista)
  • Viorel BOLDIŞ (poeta)

 

PARTNER MEDIA

  • TVR International
  • Romanian Global News Bucureşti
  • Rivista «Contemporanul»
  • «Ziarul de duminică»

VI ASPETTIAMO!

Rediviva Edizioni, prima casa editrice romena in Italia, è stata fondata tre anni fa, all’interno del Centro Culturale Italo-Romeno di Milano, e ha pubblicato circa 20 libri, comprendenti traduzioni italiane di opere romene, volumi di storia, poesie, saggi, … La casa editrice partecipa ai festival e alle fiere del libro che si svolgono in Italia, come il Salone Internazionale del Libro di Torino, Bookcity Milano, Festival Letteratura Milano e altri manifestazioni simili.

In occasione del primo incontro con il pubblico dei lettori romeni, il gruppo del Centro Culturale Italo-Romeno e lo staff editoriale sono entusiasti di condividere la motivazione e gli stimoli alla base di un’attività che viene svolta da molti anni e che mira a promuovere i valori letterari e culturali romeni in Italia.

 

BREVE PRESENTAZIONE

Il Centro Culturale Italo-Romeno, un’associazione di volontariato, ha al suo attivo oltre 200 manifestazioni a Milano, in Lombardia e in altre città italiane: conferenze, incontri letterari, mostre, dibattiti, organizzati sia all’interno della comunità romena sia in quella italiana, presso biblioteche, fondazioni, università, istituti pubblici, … In tutte le circostanze sono stati elogiati e apprezzati gli sforzi fatti dal Centro per contribuire agli scambi culturali italo-romeni e per dare visibilità, attraverso i progetti proposti, al potenziale culturale e artistico dei romeni in Italia.

 

Ingrid Beatrice Coman (n. 1971) è una scrittrice romena di lingua italiana. Autrice di quattro romanzi, un’antologia di racconti e teatro, oltre a numerosi racconti e articoli pubblicati in varie riviste e antologie, è una delle voci letterarie più amate della diaspora, per l’attenzione e l’interesse che le sue opere dedicano alle vicende della gente comune, piccoli eroi anonimi dei grandi momenti storici. La sua letteratura spazia dalla guerra in Afghanistan, vista attraverso gli occhi degli abitanti di Kabul (La città dei tulipani, 2005), segue il filo della storia sovietica, accompagnandoci in uno struggente viaggio nel gulag sovietico (Te al samovar, 2008-2015), ci offre un’emozionante storia romena ambientata in un amaro dicembre dell’89 (Per chi crescono le rose, 2010-2013), fino a creare una vera metafora della società moderna sull’orlo del baratro spirituale (Dodici più un angelo, 2012). Dalla storia più recente della Romania: la raccolta di racconti bilingue Satul fără mamici. Il villaggio senza madri (2012), che dà voce agli “orfani bianchi”, e Badante pentru totdeauna. Badante per sempre (2015), la storia di una madre costretta a lasciare i propri bambini per poter offrire loro una vita migliore. Dal 2012 è direttrice della casa editrice Rediviva Edizioni e redattrice dell’Annuario del Centro culturale italo-romeno (2013, 2014).

 

Maria Floarea Pop (n. 1981), originaria di Bistriţa-Năsăud, dopo gli studi di filologia a Bucarest e Diritto a Pisa e un master in comunicazione, passando attraverso esperienze formative in Svezia e Germania (studi di sociologia e di lingua e letteratura svedese e tedesca), si stabilisce in Italia nel 2004. Qui svolge la sua attività fra Carrara e Firenze, collaborando con importanti case editrici italiane (UTET, Franco Cosimo Panini), e si specializza in management. Ha pubblicato, in Italia e in Romania, articoli, recensioni, traduzioni, saggi giuridici. Ha tradotto in italiano: În absenţa stăpânilor di Nicolae Breban (In assenza dei padroni, Siena, Edizioni Cantagalli, 2013); O istorie sinceră a poporului român di Florin Constantiniu (Storia della Romania, Soveria Mannelli, Rubbettino Editore, 2015, tradotto con Fulvio del Fabbro); Sfera frigului. Din infern, cu iubire di Aura Christi (La sfera del freddo. Dall’inferno, con amore, Milano, Rediviva Edizioni, 2015).

 

Claudia Bolboceanu (n. 1986) abita in Italia a Fontanafredda (Pordenone). È giornalista e pubblicista, laureata all’Università degli Studi di Trieste (specializzazione in Comunicazione e Pubblicità – curriculum giornalistico). Svolge la sua attività professionale collaborando con vari giornali e settimanali, dove pubblica articoli riguardanti diverse tematiche culturali e artistiche o si dedica alla realizzazione e della correzione dei materiali («La voce di Trieste», «Il Tuono», …). Si occupa, nell’ambito di alcune grandi manifestazioni artistiche della sua zona, della parte comunicativa e degli aspetti organizzativi, come il Trieste Film Festival. Contribuisce con materiali e traduzioni al sito www.culturaromena.it del Centro Culturale Italo-Romeno di Milano e fa parte dello staff di Rediviva Edizioni. È coautrice di Le catacombe della Romania. Testimonianze dalle carceri comuniste 1945-1964, Milano, Rediviva Edizioni, 2014 (volume a cura di Violeta Popescu). Nel 2013 ha vinto il concorso nazionale (di prosa e poesia) Scrivere altrove con la poesia “Cornice della mia infanzia”, dedicata ai nonni romeni.

 

Violeta P. Popescu (n. 1971), originaria di Braşov, ha conseguito la laurea in Storia e filosofia, all’Università Babes-Bolyai di Cluj-Napoca (1996), successivamente la laurea in Teologia e Scienze Sociali presso l’Università Lucian Blaga, Sibiu (1999)  e un master in Studi storici europei presso l’Università di Bucarest (2004). Ha lavorato come docente di storia a Braşov e, dal 1998 al 2004, al Vescovado Ortodosso di Covasna e Harghita come museografo, docente e redattore di varie riviste e annuari di cultura e storia («Grai Românesc», la rivista «Angustia», «Predania»,  «Infoeurocarpatica», …). È autrice, con Ioan Lăcătuşu e Vasile Lechinţan, di Românii din Covasna şi Harghita (Miercurea Ciuc, Grai Românesc, 2002). Nel 2004 si stabilisce in Italia. Nel 2008 fonda l’associazione Centro Culturale Italo-Romeno di Milano e realizza progetti di conservazione dell’identità romena e promozione dell’immagine della Romania in Italia. Fra le sue pubblicazioni a Milano ci sono Dall’Est all’Italia. Il viaggio di un’artista. Il teatro di Maria Stefanache (Milano, Edizioni dell’Arco, 2007) e Personalità romene in Italia. Interviste, storie ed esperienze (Milano, Edizioni dell’Arco, 2008). Ha coordinato Repere culturale româneşti în Peninsulă (Annuario del Centro culturale italo-romeno, n. 1, Milano, Rediviva Edizioni, 2013) e Impronte culturali romene in Italia (Annuario del Centro culturale italo-romeno, n. 2, Milano, Rediviva Edizioni, 2014) e ha curato Le catacombe della Romania. Testimonianze dalle carceri comuniste 1945-1964, Milano, Rediviva Edizioni, 2014 (realizzato insieme a Claudia Bolboceanu, Lorena Curiman, Mirela Tingire). Ha in preparazione il volume bilingue (romeno e italiano) România – patrimonul cultural şi european per l’Expo Milano 2015.

 

Viorel Boldiş (n. 1966), originario di Oradea, si stabilisce in Italia nel 1995. Ha pubblicato le sue poesie su «El Ghibli», «Sagarana», «Voci dal silenzio», «Cronica Regia», «Combats Magazine» (Francia), «Poezia» (Romania), «Convorbiri literare» (Romania), «Familia (Romania), «Feed Back» (Romania), … È stato inserito in varie antologie di poesia italiana. Ha pubblicato i seguenti volumi di poesia: Da solo nella fossa comune, Bologna, Gedit edizioni, 2006 (vincitore del Premio Eks&Tra 2005); Rap…sodie migranti, Patti (ME), Centro Studi Tindari Patti, 2009 (finalista del Premio Tindari Patti 2009); 150 grammi di poesia d’amore, edizione bilingue italiano-romeno, collana «Phoenix», Milano, Rediviva Edizioni, 2013; Morarul Zeilor. Poezii din străinătate, collana «Phoenix», Milano, Rediviva Edizioni, 2013. Ha pubblicato due libri illustrati per bambini: Sono partito dall’altra parte del libro per incontrarti – Amir, illustrazioni di Lucia Sforza, Roma, Sinnos, 2009 (vincitore del concorso con lo stesso titolo); Il fazzoletto bianco, illustrazioni di Antonella Toffolo, Milano, Topipittori, 2010. Il fazzoletto bianco è stato tra i finalisti alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna 2010 e si è classificato al quinto posto fra i più bei libri per bambini del 2010. Fra i premi vinti: Premio Culture a confronto, organizzato dalla città di Brescia nel 2000 e nel 2003; Premio nazionale di poesia Eks&Tra nel 2005; Premio per la Letteratura per Ragazzi con il racconto Sono partito dall’altra parte del libro per incontrarti – Amir nel 2009; menzione particolare al Premio Mondiale di Poesia Nosside nel 2009-2010 e menzione nel 2012; 1° Premio del concorso Scrivere altrove nel 2011.

 

 

Rediviva Edizioni al Salone Internazionale del Libro di Torino – 15 e 17 maggio 2015

 

 

• Venerdì 15 maggio 2015, h. 15.30
Spazio della Poesia, Padiglione 2
La poesia: esilio o patria? Poesia romena al femminile.
Fra i volumi presentati:

  • Aura Christi, La sfera del freddo. Dall’inferno, con amore, trad. dal romeno di Maria Floarea Pop, collana «Phoenix», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 212 p., ISBN-13: 978-88-97908-26-5 [ed. orig., Sfera frigului. Poeme. Din infern, cu dragoste Bucureşti, Editura Contemporanul, 2011], Euro 12,00.

 

• Domenica, 17 maggio 2015, h. 15.30
Stand della Romania, Padiglione 3, R10-S05
Novità editoriali – Centro culturale italo-romeno di Milano e Rediviva Edizioni.
Presentazione dei volumi:

  • Ingrid Beatrice Coman, Badante pentru totdeauna. Badante per sempre, edizione bilingue romeno-italiano, collana «Ti racconto il mondo», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, p. 250, ISBN-13: 978-88-97908-25-8, Euro 10,00
  • Lilian v Kertay, I confini del cuore, collana «Memorie», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 372 p., ISBN-13: 978-88-97908-16-6, Euro 12,00
  • Lilian v Kertay, Frontierele inimii, trad. dall’italiano di Horia Puşcaşiu, collana «Memorie», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 336 p., ISBN-13: 978-88-97908-21-0, Euro 12,00
  • Liviu Rebreanu, Adamo ed Eva, trad. dal romeno di Davide Arrigoni, collana «Quaderni romeni», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 360 p. ISBN-13: 978-88-97908-24-1 [ed. orig., Adam şi Eva, Bucureşti, Cartea românească, 1925], Euro 12,00.

 

foto carti

 

NUOVI LIBRI (uscita: metà maggio 2015)

Lavagnetta

 

 

 George Farrugia, Caring

                George Farrugia, Caring

Ingrid Beatrice Coman
Badante pentru totdeauna. Badante per sempre
edizione bilingue romeno e italiano
collana «Ti racconto il mondo», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 250 p.
ISBN-13: 978-88-97908-25-8
Euro 10,00

Come un acrobata in bilico fra due mondi, Magda cammina sul filo che unisce i bisogni alla nostalgia, la dedizione per gli altri all’amore per la famiglia in un racconto pieno di emozioni e di sorprese.
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Joanne Mizzi, Time Will Tell

        Joanne Mizzi, Time Will Tell

Ingrid Beatrice Coman
Tè al samovar
collana «Rosa dei venti», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 202 p.
nuova edizione riveduta
ISBN-13: 978-88-97908-23-4
Euro 12,00

La riconquista della libertà e la costruzione di una nuova vita impongono ad Alëša di ripercorrere l’esperienza lacerante del gulag sovietico attraverso un racconto sorprendente per la compagna Vera e per lo stesso lettore.

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Joanne Mizzi, Forever

                   Joanne Mizzi, Forever

Liviu Rebreanu
Adamo ed Eva
trad. dal romeno di Davide Arrigoni
collana «Quaderni romeni», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 360 p.
ISBN-13: 978-88-97908-24-1
[ed. orig., Adam şi Eva, Bucureşti, Cartea românească, 1925]
Euro 12,00

In un emozionante viaggio attraverso il tempo e lo spazio, il lettore si avvicina al destino dei due protagonisti che, con nomi diversi, non smettono di cercarsi e di rincorrersi nel tentativo di ristabilire l’equilibrio spezzatosi nell’istante in cui si sono separati.

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Joanne Mizzi, Missing You

           Joanne Mizzi, Missing You

Stelian Ţurlea
In assenza del padre
trad. dal romeno di Ingrid Beatrice Coman
collana «Quaderni romeni», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 164 p.
nuova edizione riveduta
ISBN-13: 978-88-97908-22-7
[ed. orig., În absenţa tatălui, Bucureşti, Editura Leda, 2009]
Euro 12,00

Andrei, il piccolo protagonista del romanzo, osserva con uno sguardo disarmante il mondo che lo circonda esplorandone a poco a poco il mistero, il fascino e la crudeltà in una sorta di viaggio iniziatico in cui viene coinvolto direttamente anche il lettore.

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H. Bosch, Ecce homo

                     H. Bosch, Ecce homo

Aura Christi
La sfera del freddo.
Dall’inferno, con amore
trad. dal romeno di Maria F. Pop
collana «Phoenix», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 212 p.
ISBN-13: 978-88-97908-26-5
[ed. orig., Sfera frigului. Poeme. Din infern, cu dragoste
Bucureşti, Editura Contemporanul, 2011]
Euro 12,00

«La morte – diceva – altro non è che un ponte
verso un occhio più grande,
dove un altro canto avrà inizio
e dove ci sarà – oh si! – ci sarà
lo stesso freddo».

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I confini del cuore - Front Cover

 

Lilian v Kertay [Liliana Tarozzi]
I confini del cuore
collana «Memorie», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 372 p.
ISBN-13: 978-88-97908-16-6
Euro 12,00

«Una vicenda personale, raccontata con disarmante sincerità. Un lungo tratto di storia, vissuto sulla pelle, tra paure, emozioni, voglia di cambi­are, di non sottomettersi a un regime ingiusto, crudele».

 

 

Frontierele inimii - Front Cover

 

Lilian v Kertay [Liliana Tarozzi]
Frontierele inimii
trad. dall’italiano di Horia Puşcaşiu
collana «Memorie», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 336 p.
ISBN-13: 978-88-97908-21-0
Euro 12,00

«O aventură personală, povestită cu o sinceritate dezarmantă. O lungă perioadă de viaţă, trăită pe propria piele, între frici, emoţii, dorinţa de a schimba, de a nu se supune unui regim nedrept, crud».

 

 

 

 

Lacrime della regina leonessa

 

Ranzie Mensah
Le lacrime della regina Leonessa
The Tears of the Lioness Queen
Les larmes de la Reine Lionne
Illustrazioni di Cristina Casu Sanai
testo in italiano, inglese e francese
collana «Farfalle di carta», Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 32 p.
ISBN-13: 978-88-97908-14-2
Euro 9,00

Una favola ambientata nella savana africana all’insegna della scoperta e della solidarietà.

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Scaffale

Recensione di: Ingrid B. Coman, Tè al samovar, Milano, Rediviva Edizioni, 2015

 

Ingrid Beatrice ComanCopertina 3D_Tè al samovar
Tè al samovar
collana «Rosa dei venti»
Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 202 p.
nuova edizione riveduta
ISBN-13: 978-88-97908-23-4
Euro 12,00

 

La riconquista della libertà e la costruzione di una nuova vita impongono ad Alëša di ripercorrere l’esperienza lacerante del gulag sovietico attraverso un racconto sorprendente per la compagna Vera e per lo stesso lettore.

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Sulla tela grezza color nocciola, all’interno di uno scatolone sistemato nel ripostiglio, Vera scopre «sei caratteri tracciati con un pennarello blu [che] sembravano fremere sotto le sue dita, come creature che vedono la luce dopo un lungo letargo: kolyma». Questa breve citazione è tratta  dal capitolo iniziale di Tè al samovar, il romanzo che Ingrid Beatrice Coman ripropone in una nuova versione per Rediviva Edizioni. La Kolyma, viene spiegato in una nota, è una regione della Siberia nord-orientale, dal nome dell’omonimo fiume, tristemente famosa come sede di uno dei campi di lavoro forzato (gulag) allestiti dal regime comunista sovietico all’indomani della Rivoluzione. Le domande di Vera Nureev al compagno Alëša (Aleksej Alekseevič Leonov) sul significato misterioso della parola Kolyma riaprono in lui lo squarcio lasciato dall’esperienza nel gulag e diventano lo stimolo per tessere, sul filo della memoria, un racconto in cui la finzione si intreccia con uno dei capitoli più drammatici della storia europea del XX secolo, perché, come viene detto chiaramente nel romanzo: il passato non è mai passato.

Dallo scatolone escono una serie di oggetti che spingono Alëša a ricostruire la sua vita nel gulag sovietico, a stretto contatto con le persone che hanno condiviso la sua sorte: una ciocca di capelli e un pigiama di seta, legati al giornalista italiano Guglielmo Contini (ribattezzato Gulja), un braccialetto di cuoio con la scritta “nemico del popolo”, la verga del “gioco dell’ultimo”, la pagina sessantacinque di Guerra e pace trasformata in un asso di cuori, le calze grigio scuro di Kolja, una pipa che assomiglia a un pugno chiuso, un disegno scarabocchiato con la scritta “Il cavaliere e la sua signora”, la lettera accorata di Sergej e il rosario di Pëtr. Ognuno di questi oggetti diventa una tappa quasi obbligata nel racconto di Alëša che rievoca l’incubo del gulag facendo rivivere i compagni della baracca numero 37: Gulja, Dmitrij, Kolja, il professor Sergej, lo scultore Volodja, il pianista Stepan, Ivan il lentigginoso, il vecchio Oleg Semënov, il giovane prete Pëtr. Fra questi si distingue in particolare l’italiano Gulja, per il rapporto speciale che riesce a instaurare con Alëša, per la naturalezza e l’ingenuità con cui affronta inizialmente l’esperienza del gulag e per il fascino, quasi misterioso, che esercita sugli altri, come nell’episodio della seduta spiritica. Gulja, poi, sembra essere dotato di un sesto senso, di un’insolita capacità di intuire il carattere di ogni individuo che incontra e lo sviluppo oscuro di avvenimenti passati o futuri, materializzati in suoni o profumi (cannella e mughetto per esempio) che solo lui riesce a percepire. La magia del personaggio di Gulja si riversa anche sull’ambiente circostante tanto che a volte il lettore ha l’impressione di addentrarsi in una sorta di fiaba, dove i cattivi (come il caposquadra Karpov) vengono alla fine puniti dall’intervento tempestivo dei buoni, imprigionati nel campo di lavoro.

In realtà, l’atmosfera fiabesca è soltanto un alone che avvolge una parte della vicenda; la scrittrice, infatti, sulla base di un’attenta documentazione citata nella bibliografia alla fine del libro, mantiene il lettore ancorato alla concretezza e alla brutalità di un sistema costruito dal regime sovietico nel tentativo di annientare l’individuo e sfruttarne, contemporaneamente, tutte le energie. Non per nulla, in controluce nel testo, appare il modello di Una giornata di Ivan Denisovič, il romanzo di Aleksandr Solženicyn che Ingrid Beatrice Coman ha letto, insieme ad altre opere di questo fondamentale scrittore, per poter descrivere con maggiore precisione la realtà del gulag sovietico, oggetto anche di una breve scheda storica (“Nemici del popolo”) inserita alla fine di Tè al samovar.

L’indagine storica, in ogni caso, non soffoca la  creatività della scrittrice che mantiene tutta la sua libertà nell’elaborazione della trama, nella costruzione della vicenda e nello stile evocativo calibrato sulla personalità dei due principali narratori. Gli avvenimenti, infatti, scorrono davanti agli occhi del lettore non solo attraverso la narrazione di Alëša e la registrazione dei suoi pensieri e delle sue reazioni, ma anche attraverso lo scambio epistolare di Vera con un’amica, un dialogo scritto che permette a Vera di scoprire gradualmente la crudeltà del mondo che la circonda e il vuoto che si nasconde dietro un’apparente tranquillità e dietro l’attività frenetica del marito Serëža. Le vite di Alëša e di Vera si intrecciano di continuo, si sovrappongono e si allontanano per poi riavvicinarsi definitivamente, così come accade alle loro voci che prima disegnano una sorta di monologo e poi si incontrano in un dialogo che suggella l’incrocio delle loro esistenze.

La trama si sviluppa così in un incessante riverbero di voci, dove trovano spazio avvenimenti,  a volte cupi e misteriosi, come l’assassinio di Karpov o il destino tragico di alcuni deportati (Sergej, Oleg Semënov e Stepan), a volte inquietanti, come il progressivo risveglio di Vera alla realtà, altre volte gioiosi, come la liberazione di alcuni prigionieri, il progressivo ritorno alla vita dei due protagonisti e l’incontro casuale che ridisegna il loro futuro. Tutti questi eventi vengono catturati da Ingrid Beatrice Coman con uno stile incisivo che registra gli aspetti più tormentati delle situazioni descritte e, contemporaneamente, ricorre a un’ampia gamma di toni per aderire alla personalità dei due protagonisti narratori e restituire così la vitalità di tutti i personaggi, a partire dall’indimenticabile Gulja. Ed è proprio questa simpatica figura che sprona i suoi interlocutori (compreso il lettore) a non scivolare nello sconforto e a riconquistare lentamente la libertà e la dignità riannodando il filo della memoria che per Alëša, in particolare, si dipana intorno all’Africa e a un ricordo ancora vivo del passato, di cui il “tè al samovar”, assaggiato in una caffetteria di Mosca, rappresenta il simbolo e la sintesi.

Davide Arrigoni

© 2015 Rediviva Edizioni, Milano
www.redivivaedizioni.com

 

 

Recensione di: Stelian Ţurlea, In assenza del padre, Milano, Rediviva Edizioni, 2015

Copertina 3D_In assenza del padre

Stelian Ţurlea
In assenza del padre
trad. dal romeno di Ingrid Beatrice Coman
collana «Quaderni romeni»
Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 164 p.
nuova edizione riveduta
ISBN-13: 978-88-97908-22-7
[ed. orig., În absenţa tatălui, Bucureşti, Editura Leda, 2009]
Euro 12,00

Andrei, il piccolo protagonista del romanzo, osserva con uno sguardo disarmante il mondo che lo circonda esplorandone a poco a poco il mistero, il fascino e la crudeltà in una sorta di viaggio iniziatico in cui viene coinvolto direttamente anche il lettore.

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Rediviva Edizioni presenta, in una nuova edizione rivista, In assenza del padre, traduzione del romanzo În absenţa tatălui (Bucureşti, Editura Leda, 2009) di Stelian Ţurlea. In questa occasione la traduttrice, Ingrid Beatrice Coman, ha ripercorso tutto il testo prestando ancora maggiore attenzione alla voce del piccolo protagonista Andrei, nel tentativo di restituire in tutta la loro vitalità e immediatezza gli episodi e i dettagli che caratterizzano questo piccolo romanzo di formazione.

Andrei, il protagonista undicenne del libro, si ritrova improvvisamente a una svolta della sua vita, con l’arresto del padre, accusato di aver provocato un incidente stradale di cui è vittima come molte delle altre persone coinvolte. Questo avvenimento segna una profonda trasformazione nell’esistenza di Andrei e della sua famiglia e rappresenta per lui la tappa iniziale di un lento processo di iniziazione che lo condurrà a un contatto diretto, e a volte violento, con la realtà, il mondo circostante e la società. L’evoluzione delle vicende viene filtrata dall’occhio vigile, ingenuo e disorientato di Andrei, che interpreta i cambiamenti interni ed esterni, descrive il comportamento dei coetanei e degli adulti e cerca di trovare una spiegazione agli avvenimenti quotidiani con cui di volta in volta si confronta. Suo fedele compagno è il fratellino, che non lo abbandona quasi mai e cerca in lui una sorta di appoggio e punto di riferimento, anche se le sue assillanti domande e la sua presenza diventano spesso per Andrei fonte di fastidio e imbarazzo; proprio il dialogo continuo tra i due fratelli permette al lettore di entrare nell’universo quotidiano della famiglia, privata del padre, oltre a delineare con spontaneità le reazioni e le sensazioni di questi due piccoli personaggi, quando si confrontano con la storia dell’incontro fra i loro genitori, raccontata dalla madre (capp. 6 e 9), o quando devono affrontare i problemi quotidiani.

L’adozione sistematica del punto di vista di Andrei si unisce alla scelta di uno stile piano, brioso, apparentemente semplice e ingenuo, ma in realtà pensato per catturare le sensazioni e i pensieri dei piccoli protagonisti e rappresentare il mondo circostante con una reazione sorpresa, in cui il lettore adulto riconosce tutta la carica autentica e spesso coraggiosa, come nell’episodio della sfida agli occupanti russi con il passaggio sul marciapiedi proibito (cap. 5).

Proprio la sfida costituisce uno degli elementi centrali del romanzo, perché Andrei, in diverse occasioni, di fronte a un mondo parzialmente ignoto o incomprensibile, decide di agire, intervenire in modo diretto o indiretto, anche usando la fantasia, non solo per risolvere un dubbio, ma anche per combattere un’ingiustizia o difendere l’integrità e la sicurezza della sua famiglia. Ed è proprio la combinazione di coraggio e semplicità uno degli elementi usati costantemente dal narratore per coinvolgere il lettore nelle vicende del piccolo Andrei che acquista da solo un albero di Natale (cap. 1), difende il fratellino dagli inviti del nuovo vicino, un agente della Securitate (cap. 4), nasconde un tesoro in compagnia degli amici, quasi fossero una banda di pirati (cap.  8), accompagna la madre nell’acquisto della legna (cap. 12) e la protegge costantemente dagli attacchi dei vicini (cap. 13), in attesa che il padre ritorni.

Andrei intraprende in questo romanzo un viaggio che lo porta non solo a difendere la sua famiglia, ma anche a crescere rapidamente e ad affrontare molte delle problematiche dell’adolescenza, legate alla scoperta, ancora incerta e nebulosa, della sessualità (capp. 7 e 9), alla costruzione del futuro, in compagnia degli amici, e alla ricerca di un senso negli avvenimenti che si svolgono intorno a lui ogni giorno. L’assunzione del suo punto di vista permette anche al narratore di descrivere, in modo leggero, ma incisivo, l’atmosfera tipica di un’epoca, come quella della Romania dopo la Seconda guerra mondiale, in tutti i suoi aspetti rappresentativi e in tutte le sue contraddizioni: la propaganda (cap. 10 con lo spettacolo teatrale), le parate (cap. 11) e il mondo del cinema (capp. 9 e 11). Tutti questi elementi, però, non incupiscono la vicenda, anzi la arricchiscono, proprio perché vengono filtrati dalla mente stupita e ricettiva di Andrei.

Il romanzo è costruito soprattutto sull’azione, i dialoghi e le pause riflessive del piccolo protagonista che confronta il suo mondo, definito intorno alla famiglia, al gruppo di amici (Fane, Paul, Gigi, Victor, Dan, Lalu, Laurenţiu) e ai libri da lui amati (soprattutto Il conte di Monte Cristo e i romanzi dei pirati) con il mondo degli adulti, che si apre in squarci più o meno ampi e dettagliati, come l’episodio al tribunale (cap. 2), l’arrivo del nuovo vicino con l’improvvisa irruzione della morte (cap. 4), i divieti da infrangere (cap. 5), la visita al padre in carcere (cap. 6), l’arrivo dei nuovi vicini e la chiassosa festa di nozze (cap. 13). Quest’ultimo avvenimento, anche per la sua posizione strategica all’interno del romanzo, costituisce un momento chiave dell’intera vicenda, perché è una sorta di microcosmo che proietta il piccolo Andrei direttamente nel mondo degli adulti, un mondo pieno di fascino e contraddizioni, di cui la festa è la sintesi, con il divertimento, la vitalità, le convenzioni, il senso di libertà e la violenza. Forse è proprio in questo episodio che esplodono e maturano con maggiore evidenza le sensazioni, i pensieri e le speranze di Andrei riassumendo tutto il fascino del libro, in cui il lettore si trova a fianco del piccolo protagonista e lo accompagna nel suo percorso tortuoso ed emozionante, condividendone, almeno in parte, le gioie e le paure.

Davide Arrigoni

© 2015 Rediviva Edizioni, Milano
www.redivivaedizioni.com

 

 

 

Recensione di: Ingrid B. Coman, Badante pentru totdeauna. Badante per sempre, Milano, Rediviva Edizioni, 2015

Ingrid Beatrice ComanCopertina 3D_Badante per sempre
Badante pentru totdeauna. Badante per sempre
edizione bilingue romeno e italiano
collana «Ti racconto il mondo»
Milano, Rediviva Edizioni , 2015, p. 250
ISBN-13: 978-88-97908-25-8
Euro 10,00

Come un acrobata in bilico fra due mondi, Magda cammina sul filo che unisce i bisogni alla nostalgia, la dedizione per gli altri all’amore per la famiglia in un racconto pieno di emozioni e di sorprese.

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Badante pentru totdeauna. Badante per sempre, in corso di pubblicazione per Rediviva Edizioni, costituisce una tappa significativa nel percorso creativo di Ingrid Beatrice Coman che ricorre di nuovo, come aveva già fatto con Satul fără mămici. Il villaggio senza madri (Milano, Rediviva Edizioni, 2013), alla soluzione del testo bilingue, sfruttando le potenzialità del romeno e dell’italiano per affrontare un tema di grande attualità senza scivolare in facili sentimentalismi o inutili polemiche. L’autrice, abituata a osservare con sguardo lucido e attento la quotidianità, sceglie spesso di soffermarsi su aspetti, problemi e situazioni che hanno segnato e segnano ancora il mondo contemporaneo; oltre al citato Satul fără mămici. Il villaggio senza madri, ricordiamo, per esempio, La città dei tulipani (Ferrara, Luciana Tufani Editrice, 2005), Per chi crescono le rose (Milano, Rediviva Edizioni, 2013), Dodici più un angelo (Murazzano, Ellin Selae, 2012) e Tè al samovar, appena riproposto in una nuova edizione (Milano, Rediviva Edizioni, 2015). La sfida, raccolta ogni volta dalla scrittrice con coraggio e determinazione, si basa sull’uso della narrativa come scandaglio della realtà e come strumento per rappresentare i riflessi che grandi o piccoli avvenimenti producono sulla vita di singoli individui.

Nel caso di Badante pentru totdeauna. Badante per sempre, un fenomeno sociale vasto e capillare come la diffusione di badanti straniere in Italia si intreccia direttamente con la vicenda di Magdalena (Megy per gli italiani), una giovane romena che, per fronteggiare la difficile situazione economica nel suo paese nel periodo successivo alla rivoluzione dell’89, decide di trasferirsi in Italia e lavorare come badante per gli anziani, investendo sulla sua dedizione per gli altri, una qualità sviluppata sin da piccola e maturata poi nella cura dei bambini che vivono nell’orfanotrofio della sua città. Si tratta di una decisione “forzata”, perché, come dice con lucidità la protagonista, «Non c’era bisogno di decidere. Come altre volte, la vita ci precedeva e decideva anche per noi». La sua permanenza in Italia è contraddistinta dalle difficoltà tipiche di qualsiasi persona a contatto con un paese straniero, ma a queste si aggiungono anche l’iniziale chiusura e la palpabile diffidenza mostrate dagli anziani di cui di volta in volta si prende cura; Magda, però, contando sulla sua capacità di entrare in sintonia con gli altri e comunicare spontaneamente con loro, riesce a superare le barriere iniziali e a costruirsi un equilibrio nuovo, anche se è destinata a restare sempre in bilico fra due mondi e fra esigenze diverse, proprio come un acrobata, immagine usata dall’autrice del romanzo per definire gli sforzi e lo spirito di adattamento delle straniere giunte in Italia alla ricerca di un’occupazione.

Un tema così attuale e spinoso, per le implicazioni sociali e per il coinvolgimento di destini individuali e collettivi, viene spesso affrontato con superficialità o malcelata sufficienza, trappole che la scrittrice riesce abilmente a evitare presentando in modo graduale e minuzioso la storia e la personalità di Magda, prima in Romania e poi in Italia, e analizzando con attenzione le sensazioni, le paure e le (in)certezze della protagonista di cui adotta costantemente il punto di vista. Una tale prospettiva non deforma negativamente le vicende narrate, avvolgendole in una luce cupa o drammatica, ma ne accentua tutta la freschezza e l’imprevedibilità, percepibili soprattutto nella presentazione dei personaggi che si affollano intorno a Magda: i famigliari (il marito Leonard e i figli Georgică e Alina), gli anziani di cui la donna si prende cura (la “sgarbata” Concetta e il simpatico Alfredo) e i protagonisti di incontri inattesi e a volte carichi di sorprese e speranze (Cristina e Marco). In tutti questi casi Ingrid Beatrice Coman riesce a descrivere la tensione, l’imprevisto, la novità e anche la comparsa della morte con un tono naturale, a tratti quasi magico, in cui la profondità e la leggerezza si combinano per delineare, anche a livello stilistico, un percorso di grande sensibilità.

Proprio lo stile, insieme alla storia e alla tematica trattata, costituisce uno dei punti di forza del romanzo, perché l’autrice, oltre a catturare persino i dettagli più nascosti dei personaggi e dell’ambiente circostante, restituisce, con una prosa apparentemente semplice e levigata, le emozioni della protagonista, la varietà degli avvenimenti, la curiosità dei bambini e l’iniziale ostilità di molti adulti nel momento in cui si confrontano con il diverso e l’estraneo, due aspetti che appartengono alla vita di ogni individuo nel rapporto con il mondo interiore ed esteriore. Dal punto di vista linguistico, poi, è estremamente interessante avvicinarsi al libro seguendo i due percorsi con cui l’autrice ha scelto di rendere, in italiano e in romeno, le diverse situazioni; i due testi, infatti, che ovviamente possono essere letti anche in modo del tutto autonomo, non sono solo lo specchio l’uno dell’altro, ma anche lo strumento con cui esprimere sensazioni e valori in due lingue e in due culture, a volte simmetriche, altre volte divergenti, paragonabili a due strade che il lettore può imboccare per intraprendere un viaggio verso la stessa meta: la costruzione di un equilibrio personale a diretto contatto con la realtà e con gli altri.

 Davide Arrigoni

© 2015 Rediviva Edizioni, Milano
www.redivivaedizioni.com

Recensione di: Liviu Rebreanu, Adamo ed Eva, Milano, Rediviva Edizioni, 2015

Copertina 3D_Adamo e Eva

Liviu Rebreanu
Adamo ed Eva
trad. dal romeno di Davide Arrigoni
collana «Quaderni romeni»
Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 360 p.
ISBN-13: 978-88-97908-24-1
[ed. orig., Adam şi Eva, Bucureşti, Cartea românească, 1925]
Euro 12,00

In un emozionante viaggio attraverso il tempo e lo spazio, il lettore si avvicina al destino dei due protagonisti che, con nomi diversi, non smettono di cercarsi e di rincorrersi nel tentativo di ristabilire l’equilibrio spezzatosi nell’istante in cui si sono separati.

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La casa editrice Rediviva Edizioni presenta la prima traduzione italiana completa del romanzo di Liviu Rebreanu, Adam şi Eva [Adamo ed Eva], pubblicato per la prima volta a Bucarest, nel 1925, dalla casa editrice Cartea românească. Di questo curioso libro esisteva in italiano soltanto la traduzione di un capitolo, il quarto, pubblicato il 1929 insieme con tre racconti, in un libro dal titolo Servilia (la protagonista dell’episodio tratto da Adamo ed Eva), a cura di Enzo Loreti (Milano, Maia, 1929), la prima traduzione italiana di testi di Rebreanu. A dire il vero, Adam şi Eva non ha goduto di una particolare “fortuna traduttiva”, dato che esistono poche edizioni di questo romanzo nelle principali lingue europee: ricordiamo la versione tedesca (Adam und Eve, trad. di G. Spaltmann, Bad Wörishofen: Kindler und Schiermeyer, 1956), quella inglese (Adam and Eve, trad. di M. Bogdan, Bucureşti: Minerva Publishing House, 1986), quella francese (Adam et Eve, Lausanne: l’Âge d’Homme, 2013) e quella ceca (Adam a Eva, trad. di J. Našinec, Praha: Havran, 2014), mentre è prevista a breve l’uscita delle traduzioni in bulgaro e in francese con il sostegno dell’Istituto di Cultura Romeno.

Il romanzo potrebbe essere definito come l’applicazione di una sorta di “metempsicosi rivisitata”, come viene spiegato da uno dei personaggi del romanzo, Tudor Aleman, al protagonista, Toma Novac, professore universitario e proprietario di una grande azienda costruita dal padre. Tudor Aleman, a partire dai principi della reincarnazione, immagina l’esistenza nel mondo spirituale di un atomo primordiale che, improvvisamente, si scinde in due parti, l’anima maschile e quella femminile; entrambe precipitano nel mondo fisico con l’obiettivo di cercarsi e ritrovarsi e  recuperare quindi l’equilibrio originale. La ricerca si sviluppa in sette tappe e, alla fine di ognuna, l’anima, che per varie ragioni non ha realizzato l’unione sperata con la sua gemella, ritorna per un istante nell’universo spirituale per poi scivolare di nuovo nel tempo e nello spazio e riprendere l’inseguimento; solo nella settima vita, le due anime avranno la possibilità di ricongiungerci e allora, in punto di morte, ciascuna anima rivivrà in un lampo le vite precedenti, percepirà con chiarezza tutto il suo percorso e tornerà nell’universo spirituale riappropriandosi dell’equilibrio originario. Durante ogni vita, l’anima non ha consapevolezza degli avvenimenti precedenti, ma si confronta spesso con dettagli inspiegabili, sensazioni già provate, persone già incontrate che aprono improvvisi spiragli sul suo intero percorso.

A partire da questa impalcatura interpretativa, Rebreanu costruisce un romanzo estremamente affascinante, con una cornice che racchiude sette capitoli, ognuno dei quali diviso in sette paragrafi (la simbologia del sette viene costantemente applicata a tutto il romanzo, non solo a livello strutturale, ma spesso anche all’interno delle singole vicende). I sette capitoli sono ambientati in sette momenti e luoghi distanti fra loro, dove il protagonista maschile attraversa varie vicende, sempre alla ricerca della stessa donna: il servo Mahavira e la giocosa Navamalika nell’antica India; il governatore Unamonu e la seducente Isit nell’antico Egitto; lo scriba Gungunum e la silenziosa Hamma in Mesopotamia; il cavaliere romano Axius e l’inquietante Servilia nell’antica Roma; il monaco Adeodatus e la misteriosa Maria nella Germania del Medioevo; il medico Gaston Duhem e la timida Yvonne nella Francia rivoluzionaria; il professor Toma Novac e l’affascinante Ileana nella Bucarest di fine Ottocento.

I capitoli, proprio per le loro caratteristiche, potrebbero essere anche letti indipendentemente gli uni dagli altri, un’operazione che è stata spesso compiuta, vista l’apparente autonomia che li contraddistingue; in realtà, però, esiste un filo sottile che unisce ogni capitolo ed è rappresentato non solo dalle sensazioni di dejà vu avvertite dal protagonista maschile, quando si avvicina a luoghi dove ha vissuto in vite precedenti, ma anche dalla lenta ricostituzione dell’equilibrio che l’anima ha perduto nel momento in cui si è separata dalla sua gemella.

Il libro è costruito essenzialmente dal punto di vista del protagonista maschile che, agonizzante in ospedale, ripercorre le sue esistenze e ricompone con chiarezza le diversi fasi del passaggio della sua anima nel mondo materiale, sempre all’insegna della ricerca della donna amata. I sette capitoli, però, non rappresentano soltanto una variazione sul tema della ricerca attraverso tempi e spazi diversi; in realtà, ciascun capitolo presenta caratteristiche proprie a partire dalla diversa collocazione sociale dei protagonisti e dall’attenzione riservata all’ambientazione storica e geografica, ricostruita sempre con grande precisione, tanto che è spesso possibile identificare con esattezza l’anno in cui si svolgono gli eventi narrati. Rebreanu arricchisce poi la storia con la descrizione di cerimonie (come nell’antico Egitto o in Mesopotamia), l’introduzione di personaggi storici o il racconto delle sensazioni prodotte da mutamenti radicali nel mondo e nella storia (come nella Francia rivoluzionaria).

Se i capitoli mostrano un chiaro parallelismo per l’inizio e la fine e per la presenza dei due protagonisti, maschile e femminile, tutto il resto viene però risolto dal narratore con grande abilità e inventiva, così ogni episodio assume caratteristiche proprie e acquista un fascino particolare, perché spinge il lettore ad avventurarsi insieme al protagonista maschile in atmosfere sempre nuove, in cui il ritmo della ricerca dell’anima gemella viene scandito ogni volta con percorsi inaspettati: a volte la donna compare solo alla fine, a volte non parla neppure ed è solo un volto o uno sguardo, a volte appare e scompare quasi per magia, altre volte acquista una dimensione quasi soprannaturale. Ogni volta l’incontro fra i due protagonisti assume caratteristiche nuove e si concretizza in momenti diversi della storia, diventando l’istante centrale o l’istante apparentemente secondario dell’intera vicenda. Il parallelismo a cui abbiamo accennato si manifesta anche nella struttura narrativa, con una cornice introduttiva e finale e con una serie di capitoli che, come scatole, si incastrano fra loro e diventano le facce di uno stesso poliedro che descrive l’avventura dell’individuo nel mondo e il suo tentativo di affrontare e spiegare il mistero dell’esistenza, in particolare la nascita e la morte.

Tranne i brevi accenni che abbiamo dato sopra, evitiamo di riassumere in modo stringato o prolisso la vicenda di Adamo ed Eva, perché preferiamo che il lettore attraversi autonomamente il testo scegliendo il percorso che più lo incuriosisce e sostando sugli aspetti e sui dettagli che più lo attireranno. Ci limitiamo a segnalare soltanto alcune altre caratteristiche da cui si intuisce tutta la suggestività di quest’opera che potrebbe essere definita in molti modi: romanzo di avventura, romanzo d’amore, romanzo storico, romanzo filosofico, romanzo di formazione, romanzo di (ri)scoperta, … Sulla base del nostro percorso di traduttore, scegliamo, in modo del tutto arbitrario, tre aspetti: i colori, il gioco essere/apparire e lo scintillio, presente soprattutto negli occhi.

I colori rivestono un ruolo fondamentale nel romanzo, ma, fin dall’inizio, è evidente la preponderanza del bianco che, a partire dal delitto di Strada Albă (albă in romeno significa appunto bianco), accompagna il lettore in tutto il testo e si impone come il colore legato alla vita e alla morte; non è un caso che, subito dopo il bianco, il colore che spunta più frequentamente sia il color cenere, legato sì alla morte, ma anche al processo di rigenerazione (inevitabile il riferimento alla fenice che rinasce dalle proprie ceneri). A fianco di questi due colori, se ne ritrovano molti altri nel romanzo, come l’azzurro, il verde e il nero, ma il bianco e il color cenere occupano una posizione centrale con tutta la simbologia di cui sono carichi; anche per questo, nella traduzione del romanzo ci si è sforzati di mantenere inalterata la tavolozza usata da Rebreanu nell’originale.

Il secondo aspetto è costituito dal gioco dell’essere e dell’apparire, soprattutto nel senso che il narratore molto spesso, piuttosto che definire in modo preciso e assoluto un personaggio o una situazione, ricorre a espressioni di carattere provvisorio, ad allusioni che aprono al lettore nuovi orizzonti: questo è il senso di espressioni come  “quasi”, “come se” “sembrare” (in romeno parcăca şi când) che non intrappolano un’immagine in una forma definitiva e compiuta, ma evocano al lettore uno spettro più ampio di emozioni e prospettive. L’uso continuo di queste espressioni all’interno del testo è particolarmente rilevante e non può essere inteso come un fenomeno causale, ma come un artificio specifico per delineare, anche a livello verbale, la precarietà e la mobilità delle situazioni di volta in volta descritte.

Il terzo elemento riguarda una caratteristica centrale all’interno di Adamo ed Eva che abbiamo cercato, per quanto possibile, di mantenere intatta nella traduzione: il ricorso all’ampio spettro dello scintillio applicato soprattutto agli occhi, un dettaglio che diventa fondamentale nel momento in cui l’anima, alla fine di una vita, lascia il mondo materiale e torna all’universo spirituale a cui appartiene. Questo particolare è così importante da ricorrere in modo ossessivo nel testo e diventare una chiave per la comprensione dell’intera vicenda e della bizzarra teoria presentata da Tudor Aleman. Vista l’essenzialità di questo campo semantico, si è cercato di mantenerlo inalterato, per quanto possibile, anche in traduzione, ricorrendo a scintillio (strălucire), sfavillio (scăpăraresclipire), luccichio (licărire e lucire) e baleno (străfulgerare), nel tentativo di catturare, almeno in parte, tutta l’evocatività del testo originale. Accanto allo scintillio, altrettanto significativo è lo sfarfallio (fâlfâirefluturare) e il tremolio (pâlpâire), parole applicate spesso al passaggio dell’anima dal mondo materiale a quello spirituale o viceversa.

L’incanto di un’opera come Adamo ed Eva, come abbiamo cercato di mostrare con queste brevi e sparse annotazioni, risiede non solo nell’imprevedibilità della trama, nell’articolazione dei personaggi e nella ricchezza dell’ambientazione storica e geografica, ma anche nel senso della storia e nell’abilità con cui l’autore ce la propone. A questo proposito, speriamo che Adamo ed Eva rappresenti la prima tappa che conduca il lettore alla scoperta di altre opere di Liviu Rebreanu, una sorta di trampolino di lancio per altre traduzioni che disegnino un loro spazio all’interno del mercato editoriale italiano.

Davide Arrigoni

Un assaggio “a mosaico” del romanzo:

 

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BookCity Milano 2014 incontro : ‘Romania. Testimoniare per non dimenticare’

 

Nella ricorrenza dell’anniversario  dei 25 anni dalla caduta del regime comunista in Romania, la casa editrice Rediviva, il Centro Culturale Italo Romeno, Forum della Città Mondo Milano Vi invitano, nell’ambito di BOOKCITY Milano, all’incontro: “Romania. Testimoniare per non dimenticare” che si terrà domenica 16 novembre 2014, alle ore 14 00 presso PALAZZINA LIBERTY Largo Marinai d’Italia, Milano.

 

Nel programma:

Presentazione dei libri della collana «Memorie»:

  • Micaela Ghiţescu, Tra oblio e memoria, trad. dal romeno di Ingrid B. Coman, Milano, Rediviva Edizioni, 2014, 300 p.;
  • Violeta Popescu, Claudia Bolboceanu, Mirela Tingire, Lorena Curiman (a cura di), Le catacombe della Romania. Testimonianze dalle carceri comuniste 1945-1964, Milano, Rediviva Edizioni, 2014, 212 p.

Interverranno: George BOLOGAN, Antonio BUOZZI, Ingrid COMAN, Florentina NIŢĂ, Claudia BOLBOCEANU, Violeta POPESCU.

Seguirà il VIDEO: Le catacombe della Romania. Testimonianze dalle carceri comuniste (7′), realizzato da Alina NASTASA

 

Il libro Le catacombe della Romania. Testimonianze dalle carceri comuniste (1945-1964) vuole rendere omaggio alla memoria dei romeni vittime degli orrori comunisti. Insediato dalle truppe sovietiche alla fine della Seconda guerra mondiale, il regime comunista della Romania ha avuto come principale obiettivo lo sterminio delle élite politiche, militari, religiose e culturali, ma anche di semplici contadini. I dati dell’Istituto per l’Investigazione dei Crimini del Comunismo (IICCR) indicano che, durante il regime, oltre 3.000.000 di romeni sono stati incarcerati in 44 prigioni e 72 campi di lavori forzati, e 800.000 sono morti.

Micaela GhiţescuTra oblio e memoria, trad. dal romeno di Ingrid B. Coman.
Un libro di memorie intenso e commovente, che trascende la storia personale e diventa la storia di un popolo intero. Scritto da una professionista della traduzione – Micaela Ghiţescu –  il libro è più del racconto di una letterata, quasi un manuale di storia. La signora ci accompagna con uno stile delicato ma conciso, senza sbavature, nei meandri di un vissuto travagliato e struggente, con qualche spiraglio di luce qua e là, narrandoci una meravigliosa storia di sopravvivenza e coraggio. Micaela Ghiţescu è nata il 18 luglio 1931 a Bucarest. È figlia di Maria Eliza (nata Papacostea), laureata in Lettere, e di Constantin Ghiţescu, medico chirurgo. Nel periodo in cui era studente è stata arrestata all’interno del famoso “lotto francese”, formato da allieve e insegnanti del Liceo francese. Ha scontato una condanna politica di tre anni (1952-1955). Si è laureata in filologia all’Università di Bucarest nel 1957; visto il divieto di esercitare la professione di insegnante, è stata, nell’ordine, operaio specializzato, traduttore tecnico, documentarista in un istituto di ricerche farmaceutiche, poi redattore principale presso la Biblioteca Centrale Pedagogica. Dal 2003 è redattore-capo della pubblicazione «Memoria» – la rivista del pensiero arrestato. È stata membro nel Consiglio dell’Unione degli Scrittori e presidente della sezione traduzione dell’Associazione degli Scrittori di Bucarest. Ha pubblicato oltre 80 volumi di traduzioni da diverse lingue (portoghese, spagnolo, francese, tedesco e inglese) per le quali ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti.

 

L’evento gode del patrocinio del Consolato Generale della Romania  Milano e si inserisce nel programma SCRITTI DALLA CITTÀ MONDO, evento promosso per BookCity dal Tavolo di Lavoro Comunicazione ed Eventi Culturali dell’ambito del FORUM CITTÀ DEL MONDO – Comune Milano, al quale partecipa, tra le altre realtà associative della Lombardia, anche il Centro Culturale Italo-Romeno. Il Forum è un importante ambito di condivisione di idee, progetti e proposte per lo sviluppo di politiche culturali ed economiche, anche in vista di Expo Milano 2015.

 

Gli organizzatori chiedono cortesemente ai partecipanti di essere puntuali all’incontro che si svolgerà nell’orario 14 00-14 45 essendo previsti anche altri incontri.

Per info:

infoculturaromena@gmail.com; tel. +3407638880

Servizio Reti e Cooperazione Culturale Settore Valorizzazione Patrimonio Artistico e Sviluppo Servizi   Cultura. Comune di Milano Piazza Duomo, 14 – 20121 Milano, tel. +39 02.884.63633.

 

Rediviva presente a: La Giornata per la Sierra Leone

 

Il Centro culturale italo-romeno di  Milano  e la casa editrice  Rediviva presenti a Milano  alla  giornata di  approfondimento dedicata all’emergenza in Sierra Leone, organizzata dal Festival della Letteratura di  Milano in collaborazione con Emergency.

Evento artistico-divulgativo dedicato all’emergenza Ebola
A cura del Comitato Emergenza Ebola, Emergency, FestivaLetteraturaMilano.

Domenica 12 ottobre, dalle 15.30 in poi presso la Biblioteca Chiesa Rossa (via S. Domenico Savio, 3, Milano) si svolgerà l’evento  intitolato Giornata Sierra Leone;  tra i vari  argomenti, si  affronterà l’emergenza Ebola che sta devastando interi popoli del continenti africano.
L’aperitivo solidale,  a offerta libera,  fungerà da preludio a una serata nella quale musica, danza e teatro si alterneranno alle testimonianze (Amnesty  International, Emergency)  di chi si confronta quotidianamente con l’emergenza.

Sarà presente  anche  un mercatino dei libri, a offerta libera, con materiale donato dalle case editrici che quest’anno hanno preso parte al Salone della Piccola Editoria, organizzato dal Festival della Letteratura di Milano.

In collaborazione con:
Festival della Letteratura di Milano – 
Emergency
 – ART’S UP (Sabrina Camera, Michele Casula – Danzatori)
 – Amnesty International – 
Biblioteca Chiesa Rossa – 
I poeticanti – 
Rivista El Ghibli – 
Latte Nero – 
LibertàGiustizia, Circolo di Milano – Yalla Italia
 – Il seme della Speranza
G.S.A, Gruppo Solidarietà Africa
 – Ass. La Tribù
 – Ass. O.B. Obbiettivo Africa
 – MicroCammino Onlus – 
Vita – 
Rayuela Edizioni
 – Autodafé Edizioni – Centro Culturale Italo Romeno – Rediviva Edizioni.

 

 

Retrospettiva 2014 della casa editrice Rediviva e del CCIR

 

L’attività culturale del CCIR (Centro Culturale Italo-Romeno di Milano), insieme alla casa editrice Rediviva, mira a sostenere e conservare l’identità romena, promuovere la cultura romena in Italia e gli scambi tra le due Nazioni. Alcuni  dei Salone del libro  Torino nostri progetti hanno preso vita anni fa: la partecipazione della Romania al premio Internazionale di Poesia 2010, le Giornate Mondiali  della Poesia, seconda edizione 2013, la presenza della casa editrice Rediviva al Salone Internazionale del  Libro di Torino, i corsi di  lingua romena  per italiani  (dal 2010), l’organizzazione di incontri formativi per studenti italiani e romeni presso la Biblioteca romena, diverse conferenze svolte sul territorio  lombardo per iniziativa di fondazioni o istituti  italiani. Progetti che sono stati promossi e ampliati con successo negli anni. Le nostre attività sono il risultato di un lavoro di squadra di un piccolo gruppo di volontari romeni e italiani.

Un sentito ringraziamento va a tutti loro per il continuo e disinteressato spirito di collaborazione e il genuino impegno che offrono per promuovere l’immagine culturale della Romania in Italia. 

 

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19 gennaio 2014. La Giornata Nazionale della Cultura Romena. Le più belle poesie firmate dal sommo poeta nazionale, Mihai Eminescu, recitate in romeno e italiano, la presentazione del secondo volume delle Impronte culturali romene nella Penisola, elaborato dal Centro Culturale Italo-Romeno di Milano, hanno segnato la serata letteraria organizzata il 19 gennaio 2014 dal Consolato Generale di Romania nel capoluogo lombardo; serata dedicata alla Giornata della Cultura Nazionale e al 164esimo anniversario della nascita del sommo poeta nazionale romeno. Durante l’incontro, il poeta Viorel Boldiş ha presentato il suo volume di poesie Il mugnaio degli dei. Poesie dall’estero, ed. Rediviva. Sono intervenuti il Console Generale di Romania a Milano, George Bologan, la scrittrice Ingrid Beatrice Coman, direttrice della casa editrice Rediviva, la direttrice del Centro Culturale Italo-Romeno, Violeta Popescu, il poeta Viorel Boldiş, l’attore e regista Vlad Scolari, Irina Turcanu, Florentina Niţă, Claudia Bolboceanu, Mariana Paliev, accanto ad altri ospiti. Gradevolissima la presenza di un gruppo di studenti del Liceo bilingue “Dante Alighieri” di Bucarest, che ha partecipato a uno stage presso la casa editrice Rediviva. Al Consolato Generale di Milano, i romeni hanno celebrato la Giornata della propria cultura accanto a un gruppo numeroso di italiani giunti a scoprire e conoscere meglio le nostre tradizioni. L’omaggio al poeta Mihai Eminescu, tradotto in italiano già dai primi del Novecento, rappresenta una delle iniziative di diplomazia culturale promosse dal Consolato Generale di Romania a Milano, nella cui area di competenza rientrano alcune delle regioni del nord d’Italia, regioni in cui vivono circa 240.000 romeni.

 

12-25 gennaio 2014. Tirocinio formativo per un gruppo di studenti romeni del liceo “Dante Alighieri” di Bucarest presso Rediviva. Dal 12 al 25 gennaio 2014 un gruppo di studenti del liceo “Dante Alighieri” di Bucarest ha partecipato a un tirocinio formativo presso Rediviva Edizioni a Milano. Conoscenza umanistica, organizzazione, redazione, editing; (CUORE) è il titolo del progetto europeo Leonardo da Vinci IVT (Initial Vocational Training), nell’ambito del Programma Lifelong Learning, Leonardo da Vinci-Mobility, in cui sono coinvolti 20 allievi del Liceo Teoretico “Dante Alighieri” di Bucarest. Il gruppo di studenti, accompagnato da due professori, è stato impegnato nel periodo 12-25 gennaio 2014 in un tirocinio di formazione vocazionale presso la casa editrice Rediviva Edizioni attiva nell’ambito del Centro Culturale Italo-Romeno. Con questo progetto, il Liceo “Dante Alighieri” si propone di formare 20 studenti nel settore della redazione editoriale bilingue. I partecipanti (tra i 15 e i 17 anni) sono allievi di classi bilingui o classi in cui l’italiano è lingua madre. Al di là delle attività giornaliere previste dal progetto, il programma includeva visite ai vari musei di Milano, contatti con la comunità romena della Lombardia, durante una visita informale presso il Consolato Generale della Romania a Milano, la partecipazione a un laboratorio di poesia interculturale organizzato da Centro Giovani e Poesia presso la Biblioteca di Triuggio, e diversi appuntamenti con professori, giornalisti e scrittori romeni e italiani. Coordinatori: prof. Carmen Duță e Daniela Suciu (Liceo “Dante Alighieri”, Bucarest); Violeta Popescu (Rediviva edizioni).

 

 31 gennaio 2014. Centro Culturale Italo-Romeno alla Terza Giornata Interculturale all’Università Bicocca. Oltre mille persone hanno partecipato alla Terza Giornata Interculturale con il titolo “Muoversi verso. Luoghi delle città, dialoghi interculturali”, venerdì 31 gennaio 2014, presso la sede del prestigioso Ateneo milanese in Piazza dell’Ateneo Nuovo 1 a Milano – argomento proposto dall’Università degli Studi Bicocca di Milano alla terza edizione della Giornata Interculturale –, organizzata dal Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, in partnership con “United Nation Alliance for Civilization, The Intercultural Innovation Award” e “BMW Group Italia”.  Alla giornata  hanno partecipato docenti universitari, intellettuali, operatori di strutture territoriali, giornalisti, esponenti delle comunità straniere che vivono in Lombardia. L’iniziativa è stata coordinata dalla prof. Mariangela Giusti, professore associato del Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, riconosciuta da UNAOC (United Nation Alliance for Civilization). Tra le varie altre realtà culturali della Regione Lombardia è stato invitato anche il Centro Culturale Italo-Romeno. Durante l’orario di apertura, 9.00-19.00, il C.C.I.R. ha presentato al pubblico i depliant e il materiale informativo e sono stati distribuiti opuscoli di promozione turistica della Romania, libri, riviste, proiettati  film e video – evento  patrocinato dal Consolato Generale della Romania a Milano. La partecipazione del C.C.I.R all’evento è stata coordinata da: Violeta Popescu, Daniela Nenciulescu, prof. Valentina Negriţescu, Catalina Munteanu, Alina Nastase, Giada Bossi, Alexandru Barsan, Mariana Paliev. All’incontro con gli studenti romeni durante l’evento era presente il dott. George Bologan – Console Generale della Romania a Milano.

 

24 febbraio 2014. Desio (MB) – Conferenza sulla Romania. Il Centro di Ascolto di Desio (Caritas Ambrosiana) ha organizzato il 24 febbraio, presso la parrocchia, una conferenza dedicata alla Romania e alle sue tradizioni. Per il Centro Culturale Italo-Romeno è stata invitata la dott.ssa Violeta Popescu.

 

15 marzo 2014. Mostra fotografica: MARAMURES. Dove il tempo si è fermato – fotografie di Mario Negri e Donatella Penati. La mostra è stata promossa  dalla Provincia di Milano/Assessorato Cultura La Casa delle culture del mondo; è organizzata in collaborazione con il Centro Culturale Italo-Romeno di Milano e gode del Patrocinio del Consolato Generale della Romania a Milano. Inaugurazione: Casa delle Culture del Mondo, Via Giulio Natta 11, Milano. All’inaugurazione sono intervenuti: il dott. George Gabriel Bologan, Console Generale della Romania a Milano, Mario Negri, Donatella Penati e la dott.ssa Violeta Popescu.

 

20 marzo 2014. Incontro con la poesia, musica e pittura in occasione della Giornata Mondiale della Poesia. Una grande affluenza di pubblico è stata registrata giovedì 20 marzo 2014 presso la  Biblioteca Romena all’incontro organizzato dal Centro Culturale Italo-Romeno di Milano con la collaborazione dell’Istituto Culturale Romeno di Bucarest e la casa editrice Rediviva Edizioni, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia. “La Giornata Mondiale della Poesia ed eventi simili servono per aumentare la credibilità della poesia, per incoraggiare un altro tipo di linguaggio, più degno, della persona umana”, ha sottolineato il dott. George Bologan, Console Generale della Romania a Milano nel suo intervento. L’ospite d’onore della serata è stata la professoressa Ida Garzonio che, con il suo interesse nell’approfondire le conoscenze sulla lingua e cultura romena, a contatto diretto con la realtà, ha cominciato durante gli studi universitari e continuato poi con il suo impegno nella traduzione di opere della letteratura romena. Ida Garzonio rappresenta un contributo e un esempio di grande valore in tema di scambi interculturali tra i nostri paesi. Durante la serata è intervenuta Alina Nastasa che ha accompagnato il suo discorso con le foto della Romania degli anni ’60, quando la prof.ssa Ida Garzonio ha visitato il Paese. “Mi addolorava – ha dichiarato la prof.ssa Garzonio –  constatare che non ci si ricordasse dei romeni come di un popolo fratello, che aveva difeso l’identità propria contro gli slavi, l’identità dell’Europa contro l’ondata turca, che aveva guardato, scarsamente ricambiato, all’Occidente come al proprio simile e che aveva ancora in sé la grande ricchezza di quella cultura pastorale contadina che mostrava le nostre comuni radici”.  Altri interventi: la scrittrice Irina Turcanu, Svetlana Filat, Claudia Bolboceanu, Violeta Popescu.  Per l’occasione è stata inaugurata la mostra personale di pittura “Pro Tempore” dell’artista romena Lavinia Rotocol. Invitata nella seconda parte del programma, la cantante romena Claudia Serdan ha animato la serata con un recital (voce e chitarra). Accompagnata da Massimo Fusaro (batteria e percussioni) e Liviu Nechita (voce e chitarra), Claudia Serdan ha proposto brani della musica folk romena come anche canzoni italiani.

 

25 marzo 2014. Inaugurazione della mostra personale di scultura dell’artista Daniela Nenciulescu alla Galleria Spaziotemporaneo di Milano. Fino al 26 aprile, la Galleria Spaziotemporaneo di Milano ha invitato il pubblico alla mostra personale di scultura intitolata “Così puri, così corrotti”, firmata dall’artista romena Daniela Nenciulescu, che vive in Italia dal 1968. La mostra, curata da Anna Comino, è stata promossa dalla Sezione Cultura del Comune di Pavia, sotto il patrocinio del Consolato Generale di Romania a Milano e del Centro Culturale Italo-Romeno del capoluogo lombardo, con la collaborazione della Fondazione Culturale “Memoria” di Bucarest. Il progetto riprende gli ultimi due anni di ricerca dell’artista e sviluppa in nuove forme il tema degli angeli. Gli elementi scultorei da singoli diventano parte di un gruppo: esili figure ricavate da profondi tagli praticati in cilindri d’acciaio e aperte allo spazio che si succedono serrate alternando verniciature a fuoco in nero e giallo.

 

3 maggio 2014. Appuntamento con la Musica e la Fotografia presso la Biblioteca romena.  Il Centro Culturale Italo-Romeno di Milano e l’Associazione Donne Romene in Italia (A.D.R.I.) hanno organizzato sabato 3 maggio 2014, presso la Biblioteca romena in Via Trebbia 33, Milano, un evento artistico: appuntamento con la Musica e la Fotografia.  Ospite della serata il musicista  GHEORGHE IOVU, soprannominato il “dottore dell’anima”, è un pioniere della musicoterapia – il primo compositore di questo genere in Romania. Nel corso dell’incontro, il pubblico ha avuto l’occasione di visitare all’interno della Biblioteca la MOSTRA FOTOGRAFICA: “Maramures. Dove il tempo si è fermato”, fotografie di Mario NEGRI e Donatella PENATI, che aveva visto la sua prima inaugurazione  presso la  casa delle Culture del Mondo (15 marzo – 6 aprile 2014), dove aveva riscontrato un grande successo di pubblico. La serata ha avuto il patrocinio del Consolato Generale della Romania a Milano.

 

8-12 maggio 2014. Rediviva Edizioni di Milano presente con sei volumi al Salone Internazionale del Libro di Torino. Per il sesto anno consecutivo, l’Istituto Culturale Romeno di Bucarest, tramite il Centro Nazionale del Libro e l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, ha organizzato la partecipazione della Romania alla più importante manifestazione di questo genere in Italia – il Salone Internazionale del Libro di Torino – con uno stand nazionale e una serie di manifestazioni dal tema: “Segnali positivi: La Romania al Salone del Libro 2014”. In questo quadro di prestigio, per il secondo anno consecutivo, la nostra casa editrice Rediviva di Milano ha avuto l’onore e la gioia di essere presente presso lo Stand della Romania con sei libri freschi di stampa. Sono intervenuti durante il Salone per la casa editrice Rediviva: Irina Turcanu, Ingrid B. Coman, Bujor Nedelcovici, il prof. Bruno Mazzoni, Mauro Barindi, Claudia Bolboceanu, Maria Floarea Pop, Lorena Curiman, Violeta Popescu, Antonio Buozzi, ecc.

 

29 maggio 2014. Teatro  “Luceafărul”  di Iaşi a Milano con lo spettacolo  La capra e i tre capretti  di Ion Creangă. Giovedì 29 maggio, nello spazio della Biblioteca Romena (presso CTP Teatrali), con il sostegno del Istituto Culturale Romeno di Bucarest e il Patrocinio del Consolato Generale della Romania a Milano, il pubblico romeno e italiano è stato invitato allo spettacolo teatrale La capra e i tre capretti di Ion Creangă. Lo spettacolo è stato messo in scena dal gruppo di attori del teatro stabile “Luceafărul” di Iaşi, Romania. Si tratta di una versione rivisitata della nota fiaba Capra cu trei iezi di Ion Creangă. Il teatro stabile “LUCEAFĂRUL” di Iaşi riesce ogni anno a mettere in scena 5-6 spettacoli, avendo all’attivo un repertorio di più di 30 rappresentazioni.

 

4-8 giugno 2014. La Romania presente al Festival della Letteratura – terza edizione. Salone della Piccola Editoria.  FOTO LINK CARTI TORINO

Rediviva Edizioni ha partecipato per la terza volta al Festival della letteratura di Milano, come parte del Salone della Piccola Editoria, che si è svolto  dal 6 all’8 giugno 2014, patrocinato dal Comune di Milano e da Expo Milano. La conferenza stampa di apertura si è svolta venerdì 30 maggio 2014 presso la Sala del Grechetto, biblioteca Sormani, con Milton Fernández, direttore artistico del festival, Stefano Parise, direttore settore biblioteche del Comune di Milano, e la partecipazione di Filippo Del Corno, assessore alla cultura del Comune di Milano. Il Salone ha aperto i suoi battenti il 6 giugno alle 17.30 in centro, a Milano (Ex-Fornace, Naviglio Pavese). La terza edizione del festival ha riunito quest’anno quasi 150 eventi. In programma come novità il Salone della Piccola Editoria con la presenza di vari espositori dalla Lombardia. L’appuntamento con la casa editrice romena Rediviva si è svolto mercoledì 4 giugno 2014. Una serata a cura di Rossella PRETTO e moderata da Massimo FIORENTINI, con la partecipazione straordinaria dell’attrice Milena HIRSCH. Per la casa editrice Rediviva sono intervenuti: Irina TURCANU, Violeta POPESCU, Mariana PALIEV, Florentina NIŢĂ. La scrittrice Lyana GALIS ha presentato il suo ultimo romanzo: Ballando sulle ceneri ardenti, 2014. Lo stand della casa editrice è stato allestito durante il salone nello spazio Ex-Fornace, Naviglio Pavese. Sono stati presentati i libri appena usciti: Io scelgo (a cura di Irina Turcanu), La mattina di un miracolo di Bujor Nedelcovici (traduzione di Ingrid B. Coman), Tra oblio e memoria di Micaela Ghiţescu (traduzione di Ingrid B. Coman), I principi della Corte-Antica di Mateiu I. Caragiale (traduzione di Mauro Barindi), Impronte culturali romene in Italia (2014). All’evento è stata allestita la mostra personale di pittura “Pro Tempore” dell’artista romena Lavinia ROTOCOL. La presenza della casa editrice REDIVIVA alla manifestazione ha avuto il patrocinio del Consolato Generale della Romania a Milano.

 

1° giugno 2014. La Villa Canonica di Triuggio ha ospitato il 1° giugno 2014 la cerimonia dell’assegnazione dei premi della XXIII edizione del Concorso Internazionale “Giovani e Poesia”. Anche questa volta i partecipanti romeni hanno dominato la classifica, come precisa il Centro Culturale Italo-Romeno in un comunicato. Alla sua direttrice Violeta Popescu è stato conferito il Diploma di riconoscimento dei meriti per l’avvicinamento culturale tra la Romania e l’Italia. Alessandro Villa, Presidente della Fondazione “Giovani e Poesia”, che collabora da anni con il Centro Culturale Italo-Romeno di Milano, ha sottolineato l’affinità culturale, fatto dimostrato dal grande interesse dei giovani della Romania e della Moldova per questa iniziativa. Il Consolato Generale di Romania di  Milano è stato rappresentato dal Console George Milosan, il quale ha espresso apprezzamenti per questo concorso di portata internazionale, che crea connessioni tra i giovani da tutte le parti del mondo e un legame che promuove l’amicizia tra i vari Paesi. Premi e diplomi concessi ai giovani della Romania e della Moldova:

  • Doina Postolachi (Moldova) – la Medaglia d’argento della Camera dei deputati di Roma
  • Diana Moraru (Romania) – Il Premio “In memoria di Bruna Baroni – miglior testo dedicato alla mamma”
  • Ioana Miruna Rus (Romania) – Il Premio “In memoria di Ettore Villa – miglior giovane autore”
  • Ramona Elena Bortoc e Diana Antonia Stefanescu (Romania) – Il Premio “Giovani Voci”
  • Mihaela Butuc (Moldova) – Il Premio “Poesia dei Popoli”
  • Mariana Kabbout (Romania) – Il Premio “Poesia dei Popoli”
  • Doina Postolachi (Moldova) – Il Diploma Speciale “Poesia e Vita”
  • La Scuola Ginnasiale “Miron Costin” di Suceava (Romania) – Il Premio  “Unitel Valle del Lambro”.

Il concorso è organizzato dal Centro “Giovani e Poesia” di Triuggio, con il patrocinio del Comune della città, della Regione Lombardia, della Provincia di Monza e Brianza e di altri enti. Istituito nel 1991, il Premio Internazionale di Poesia ha attirato negli anni una notevole presenza di giovani dall’Italia e da altri Paesi europei.  Dal 2010 il Centro Culturale Italo-Romeno è diventato partner del progetto nei rapporti con le scuole della Romania e della Moldova. Le scuole partecipanti dalla Romania alla presente edizione provengono da: Bucureşti, Baia Mare, Teiuş, Drăgăşani, Aiud, Braşov, ecc.

 

Il portale CulturaRomena.it  è diventato un punto di riferimento culturale romeno in Italia, grazie alla collaborazione di un gruppo di intellettuali romeni e italiani (la docente Rodica Mixich, Claudia Bolboceanu, Lorena Curiman, Florentina Niţă, Davide Arrigoni, ecc.). Dal 2008 fino ad oggi il portale CulturaRomena.it ha raggiunto quasi cinque milioni di visite e oltre 1000 iscritti alla newsletter mensile.

 

Un grazie affettuoso anche agli organi di stampa romeni e italiani che promuovono con professionalità le nostre attività:  “Ziarul de Duminica” – Stelian Ţurlea (“Ziarul Financiar”), Iuliana Anghel (redazione italiana: www.rri.ro), Radio Romania Actualităţi (Elena Postelnicu), Radio Romania International, rivista “Memoria”, Redazione www.rgnpress.ro, “Observatorul Cultural”, rivista bilingue “Orizzonti culturali italo-romeni” (Afrodita Cionchin), “Gazeta românească”, “Actualitatea magazin”, www.romeninitalia.com, “La Repubblica” (edizione Milano), ALL TV canale televisivo italiano (Antonio Buozzi), “Rivista Per i Diritti Umani – Milano”, “Il Giornale-Triuggio”, rivista “Popoli”, “Città Nuova”, ecc.

 

Catalogo dei libri pubblicati nel 2014 

1. AAVV, Impronte culturali romene in Italia, collana “Annuario”; 110 p. L’Annuario del C.C.I.R raccoglie le firme di: docente Rodica Mixich, Florentina Niţă, Claudia Bolboceanu, Maria Floarea Pop, docente Codrina Sandru, Giada Bossi, Iuliana Anghel, Lorena Curiman, Davide Arrigoni, Ingrid Beatrice Coman, Violeta Popescu, Viorel Boldiş, Mauro Barindi, Irina Turcanu, Dario Fertilio: scrittori, poeti, docenti, giornalisti, romeni e italiani che da anni collaborano con il centro culturale. Il volume racconta l’esperienza dell’emigrazione e include poesie, interviste a personaggi letterari, traduzione di diverse opere, esperienze di vita comune, riflessioni sull’integrazione e brani tratti da romanzi; un modo per conoscere meglio i protagonisti del Centro Culturale.

2.  Violeta Popescu (a cura di), Le catacombe della Romania. Testimonianze dalle carceri comuniste 1945-1964, collana “Memorie”; 220 p. Il libro che apre la collana “Memorie” Le catacombe della Romania. Testimonianze dalle carceri comuniste 1945-1964, 220 pagine, vuole rendere omaggio alla memoria di tutti i romeni che hanno sofferto in nome della libertà, della dignità e della fede durante il regime comunista.

3. Micaela Ghiţescu, Tra oblio e memoria, traduzione di Ingrid Beatrice Coman, collana “Memorie”; 300 p. Un libro di memorie intenso e commovente, che trascende la storia personale e diventa la storia di un popolo intero. Scritto da una professionista della traduzione – Micaela Ghiţescu –, il libro è più del racconto di una letterata, è quasi un manuale di storia.

4. Mateiu I. Caragiale, I principi della Corte-Antica, traduzione di Mauro Barindi, collana “Quaderni Romeni”; 184 p. Per la prima volta viene presentato al lettore italiano un romanzo di notevole spessore come I principi della Corte-Antica, il capolavoro di Mateiu I. Caragiale, libro-culto della letteratura romena, con un’operazione culturale che colma una pesante lacuna e un silenzio che durava da troppo tempo.

5. Bujor Nedelcovici, La mattina di un miracolo, traduzione di Ingrid Beatrice Coman, collana “Quaderni Romeni”; 279 p. «Questo romanzo scritto da Bujor Nedelcovici, ambientato in un paese “non meglio identificato”, probabilmente la Romania, porta il lettore sulle tracce di una donna, Maria, alla ricerca della verità, festival letteratura Milanoattraverso le rovine di un passato devastato». “Le Monde”, 23 febbraio 1993.

6. Irina Turcanu (a cura di), Io scelgo, collana “Rosa dei venti”; 132 p. Io Scelgo è un volume corale, scritto da autrici italiane e romene, sul tema della violenza sulle donne. Le storie racchiuse nell’antologia non hanno solo l’obiettivo di far discutere su un argomento così delicato come la violenza subita dalle donne, ma vogliono anche offrire soluzioni. Infatti, le protagoniste reagiscono, in modo effettivo, pratico: scelgono.

7. Keltoum Staali, La mimosa di dicembre, traduzione di Karim Metref, collana “Afrika”; 82 p. Questo libro è scritto in un linguaggio spesso più poetico che narrativo. Keltoum Staali è una docente di scrittura creativa e gioca molto con le parole e con i modi di dire. Giochi, questi, spesso difficili da trasmettere da una lingua all’altra.

 

Testo a cura di Claudia BOLBOCEANU, Violeta POPESCU

Rediviva presente al Festival della Letteratura milanese

 

La Romania presente al Festival della Letteratura milanese (terza edizione 4-8 giugno 2014). festivalRediviva Edizioni è lieta di annunciare la propria partecipazione al Festival della Letteratura di Milano, come parte del Salone della Piccola Editoria, che si svolgerà dal 6 all’8 giugno 2014, evento patrocinato dal Comune di Milano e da Expo Milano. Rediviva Edizioni nasce nel 2012 da un’iniziativa di un gruppo di scrittori, giornalisti, critici e sociologi, con l’intento di dare voce a scrittori, italiani e non, che abbiano qualcosa di buono, di profondamente umano, da portare in dono, con lo scopo di promuovere e incoraggiare l’incontro tra culture, la condivisione, l’arricchimento reciproco. La casa editrice è lo sbocco naturale dei cinque dell’ attività del Centro Culturale Italo-Romeno di Milano, associazione nata nel 2008 con l’intento di promuovere la cultura romena in Italia e di creare un legame culturale e spirituale tra i due popoli. La conferenza stampa di apertura è prevista per venerdì 30 maggio 2014 (ore 12.30) alla Sala del Grechetto, biblioteca Sormani, con Milton Fernández, direttore artistico del festival, Stefano Parise, direttore settore biblioteche del Comune di Milano, e la partecipazione di Filippo Del Corno, assessore alla cultura Comune di Milano. Il Salone aprirà i suoi battenti il 6 giugno alle 17.30, in centro, a Milano (Ex-Fornace, Naviglio Pavese). La terza edizione del festival riunisce quest’anno quasi 150 eventi. In programma come novità è il Salone della Piccola Editoria con la presenza di vari espositori dalla Lombardia. Festival tenace e indipendente che, viene da dire, resiste anche all’ascesa degli elenchi di eventi legati a Expo 2015, all’assenza di grandi sponsor e manifesta una volontà inesauribile di portare la cultura nella vita di tutti i giorni, in una miriade di luoghi milanesi, con grande senso civico. Il Direttore artistico del Festival: Milton Fernández.

Appuntamento con la casa editrice romena Rediviva: mercoledì 4 giugno 2014, ore 20.00. Dove: TONGS, via Vigevano 19. Milano. Nell’ambito della notte della letteratura: la resilienza. Tre luoghi di Milano per ricreare tre luoghi del mondo. I Navigli si fanno culla e cassa di risonanza in cui ascoltare i suoni dei paesi che hanno lottato duramente per la loro identità, per la libertà, e hanno fatto della resilienza la dote necessaria attraverso cui continuare a distillare arte anche dalle esperienze più aberranti. La Repubblica CECA, la ROMANIA e il SUDAMERICA si raccontano alla ex Fornace, al Tongs e al Mammy Burger in una serata intensa, dove letteratura, musica e immagini introducono all’esperienza di un paese diverso. Serata a cura di Rossella Pretto. Da parte della casa editrice Rediviva saranno presenti durante il Salone: Irina TURCANU, Violeta POPESCU, Claudia BOLBOCEANU, Maria Floarea POP, Mariana PALIEV, Davide ARRIGONI; Florentina NIŢĂ; La scrittrice Lyana GALIS presenterà il suo ultimo romanzo: Ballando sulle ceneri ardenti, 2014. Verranno presentati i libri recentemente usciti:

  • AAVV, Impronte culturali romene in Italia. Annuario del Centro culturale italo-romeno, n. 2, Milano, Rediviva Edizioni (collana «Annuario»), 2014, 110 p.
  • AAVV, Io scelgo, a cura di Irina Ţurcanu, Milano, Rediviva Edizioni (collana «Rosa dei venti»), 2014, 132 p.
  • Caragiale, Mateiu I., I principi della Corte-Antica, trad. dal romeno di Mauro Barindi, Milano, Rediviva Edizioni (collana «Quaderni romeni»), 2014, 184 p.
  • Ghiţescu, Micaela, Tra oblio e memoria, trad. dal romeno di Ingrid Beatrice Coman, Milano, Rediviva Edizioni (collana «Memorie»), 2014, 300 p.
  • Nedelcovici, Bujor, La mattina di un miracolo, trad. dal romeno di Ingrid Beatrice Coman, Milano, Rediviva Edizioni (collana «Quaderni romeni»), 2014, 280 p.

In occasione verrà inaugurata la mostra personale di pittura “Pro Tempore” dell’artista romena Lavinia ROTOCOL.

Presenta la serata: Massimo FIORENTINI
Con la partecipazione straordinaria dell’attrice Milena HIRCSH

La presenza della casa editrice REDIVIVA alla manifestazione gode del patrocinio del Consolato Generale della Romania a Milano.

La casa editrice REDIVIVA espone al Salone della piccola editoria che sarà ospitato dall’Ex Fornace di via Gola sul Naviglio Pavese, 16 – Milano.

Orari di apertura:

  • Venerdì 6 giugno: ore 17.00 – 23.00
  • Sabato 7 giugno: ore 10.30 – 23.00
  • Domenica 8 giugno: ore 10.30 – 20.30

Metropolitana Verde Linea 2; Fermata Porta Genova; Tram n. 3 – 9; Autobus n. 47 – 59 – 325.

VI ASPETTIAMO!

Rediviva Edizioni

tel: 3407638880

Per saperne di più: http://www.festivaletteraturamilano.it/

Rediviva Edizioni di Milano presente con sei volumi al Salone Internazionale del Libro di Torino (8-12 maggio 2014)

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Per il sesto anno consecutivo, l’Istituto Culturale Romeno di Bucarest, tramite il Centro Nazionale del Libro e l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, organizza la partecipazione della Romania alla più importante manifestazione di questo genere in Italia – il Salone Internazionale del Libro di Torino – con uno stand nazionale e una serie di manifestazioni dal tema: “Segnali positivi: la Romania al Salone del Libro 2014”. In questo quadro di prestigio, per il secondo anno consecutivo, la casa editrice Rediviva di Milano avrà l’onore e la gioia di essere presente presso lo Stand della Romania, con ben sei libri freschi di stampa.

Due preziosi libri di memorie che aprono così la collana «Memorie»: 

Le catacombe della Romania. Testimonianze dalle carceri comuniste 1945-1964220 p. Il libro che apre la collana «Memorie»: Le catacombe della Romania. Testimonianze dalle carceri comuniste (1945-1964), 220 pagine, vuole rendere omaggio alla memoria di tutti i romeni che hanno sofferto in nome della libertà, della dignità e della fede durante il regime comunista. Il presente saggio tratta il periodo che va dal 1945 al 1964, anni in cui la Romania si è trasformata in una specie di immensa catacomba. Nel buio delle carceri comuniste, diffuse su tutto il territorio della Romania, un’intera generazione è stata sottoposta a torture e sofferenze disumane.  Documentazione e cura dei testi: Claudia Bolboceanu, Lorena Curiman, Mirela Tingire. Il volume e stato curato da Violeta P. Popescu.

Micaela Ghiţescu, Tra oblio e memoria, trad. di Ingrid Beatrice Coman, 300 p. Un libro di memorie intenso e commovente, che trascende la storia personale e diventa la storia di un popolo intero. Scritto da una professionista della traduzione – Micaela Ghiţescu – il libro è più del racconto di una letterata, quasi un manuale di storia. La signora ci accompagna con uno stile delicato ma conciso, senza sbavature e drammatismi, nei meandri di un vissuto travagliato e struggente, con qualche spiraglio di luce qua e là, insegnandoci una meravigliosa storia di sopravvivenza e coraggio.
Micaela Ghiţescu è nata il 18 luglio 1931 a Bucarest. È figlia di Maria Eliza (nata Papacostea), laureata in Lettere, e di Constantin Ghiţescu, medico chirurgo. Nel periodo in cui era studente è stata arrestata all’interno del famoso “lotto francese”, formato da allieve e insegnanti del Liceo francese. Ha scontato una condanna politica di tre anni (1952-1955). Si è laureata in filologia all’Università di Bucarest nel 1957; visto il divieto di esercitare la professione di insegnante, è stata, nell’ordine, operaio specializzato, traduttore tecnico, documentarista in un istituto di ricerche farmaceutiche, poi redattore principale presso la Biblioteca Centrale Pedagogica. Dal 2003 è redattore-capo della pubblicazione «Memoria» – la rivista del pensiero arrestato. È stata membro nel Consiglio dell’Unione degli Scrittori e presidente della sezione traduzione dell’Associazione degli Scrittori di Bucarest. Ha pubblicato oltre 80 volumi di traduzioni da diverse lingue (portoghese, spagnolo, francese, tedesco e inglese) per le quali ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti.

La collana «Quaderni romeni», inaugurata l’anno scorso con i romanzi di Stelian Ţurlea e Doina Ruşti, si arricchisce quest’anno, aggiungendo alla sua collezione due gioielli della letteratura romena, appartenenti a due epoche diverse:

Mateiu I. Caragiale, I principi della Corte antica, trad. di Mauro Barindi, 184 p. Per la prima volta viene presentato al lettore italiano un romanzo di notevole spessore come I principi della Corte-Antica, il capolavoro di Mateiu I. Caragiale e libro-culto della letteratura romena, un’operazione culturale che colma una pesante lacuna e un silenzio che durava da troppo tempo. Le edizioni Rediviva rendono così onore a un autore che si colloca a pieno diritto nell’olimpo della letteratura europea del ’900, stando al fianco di scrittori come Poe, Huysmans, Lampedusa.

Bujor Nedelcovici, La mattina di un miracolo, trad. di Ingrid Beatrice Coman, 279 p. Cosa c’è al di là dell’amore? La storia di una donna alla ricerca di se stessa, della sua verità ultima e del senso nascosto e misterioso della vita. Trovando l’amore, si trova Dio.
Il mistero dell’animo femminile tratteggiato in modo incredibilmente abile dalla mano di un uomo. Può sembrare un paradosso, ma non lo è, considerando che stiamo parlando di Bujor Nedelcovici, uno degli scrittori più raffinati e profondi della letteratura romena contemporanea.
«Questo bel romanzo scritto da Bujor Nedelcovici, ambientato in un paese “non meglio identificato”, probabilmente la Romania, porta il lettore sulle tracce di una donna, Maria, alla ricerca della verità, attraverso le rovine di un passato devastato». «Le Monde» 23 febbraio 1993.
Bujor Nedelcovici (n. 1936) è lo scrittore della libertà che ha pagato con l’esilio il coraggio delle sue idee: dal romanzo Zile de nisip (Giorni di sabbia) è stato tratto il film Faleze de nisip (Scogliere di sabbia) che gli ha procurato l’espulsione dalla Romania nel 1981, con un discorso rimasto celebre del dittatore Ceauşescu. Continua a scrivere a Parigi e, dopo la caduta del regime, viene riabilitato e considerato uno degli scrittori più importanti della resistenza alla dittatura. Nel 1986 il Pen Club Français gli conferisce il “Prix de la Liberté” per il romanzo Al doilea mesager (Il secondo messaggero) e nel 1990 viene nominato “Chevalier de l’Ordre des Arts et Lettres”.

La collana «Rosa dei venti» 
si apre con un’antologia coraggiosa e toccante, attraverso il lavoro di Irina Ţurcanu e il coraggio di raccontarsi di alcune donne che hanno attraversato l’inferno e ne sono uscite indenni:

Io scelgo, a cura di Irina Ţurcanu, 132 p. Io Scelgo è un volume corale, scritto da autrici italiane e romene, sul tema della violenza sulle donne. Sono sei le autrici: Cristiana Pivari, Daniela Frascati, Paola Budassi, Luiza Diculescu, Daniela Radu e Camelia Mirescu. Una è la voce maschile, quella di Dario Fertilio, giornalista del «Corriere della Sera». Le storie racchiuse nell’antologia non hanno solo l’obiettivo di far discutere su un argomento così delicato come la violenza subita dalle donne, ma vogliono offrire soluzioni. Infatti, le protagoniste reagiscono, in modo effettivo, pratico. Scelgono.

E come ci siamo proposti di fare ogni anno, un breve annuario sulla presenza romena in Italia nel 2014, tutt’altro che esaustiva, ma comunque piena di preziose testimonianze e contributi:
Impronte culturali romeni in Italia, 110 p.
L’Annuario del C.C.I.R raccoglie le firme di: docente Rodica Mixich, Florentina Niţă, Claudia Bolboceanu, Maria Floarea Pop, docente Codrina Sandru, Giada Bossi, Iuliana Anghel, Lorena Curiman, Davide Arrigoni, Ingrid Beatrice Coman, Violeta Popescu, Viorel Boldiş, Mauro Barindi, Irina Ţurcanu, Dario Fertilio: scrittori, poeti, docenti, giornalisti, romeni e italiani che da anni collaborano con il centro culturale.
Dentro queste pagine troviamo un po’ dell’anima di ognuno di loro, ricordi d’infanzia, l’esperienza dell’emigrazione, poesie, interviste a personaggi letterari, traduzione di diverse opere, esperienze di vita comune, riflessioni sull’integrazione e brani tratti da romanzi; un modo per conoscere i protagonisti del Centro Culturale.

Il calendario delle presentazioni libri Rediviva:

Sabato 10 maggio 2014
Ore 16.00-17.45 – Stand della Romania 
– Presentazione della raccolta di racconti Io Scelgo, a cura di Irina Ţurcanu (Rediviva). 
Intervengono: Paola Budassi, Luiza Diculescu, Dario Fertilio, Camelia Mirescu, Cristiana Pivari, Daniela Radu, Irina Ţurcanu.

Domenica 11 maggio 2014
Ore 11.00-12.15 – Stand della Romania 
– Presentazione: Mateiu I. Caragiale, I principi della Corte-Antica, trad. di Mauro Barindi (Rediviva). 
Intervengono: Mauro Barindi, Bruno Mazzoni, Roberto Merlo.



Ore 12.30-14.00 – Stand della Romania – 
Incontro con Micaela Ghiţescu e Lăcrămioara Stoenescu 
In occasione della pubblicazione dei loro libri Tra oblio e memoria, trad. di Ingrid Beatrice Coman e Bambini – nemici del popolo, trad. di Mauro Barindi (Saecula Edizioni). Con le autrici intervengono: Mauro Barindi, Ingrid Beatrice Coman, Roberto Merlo.



Ore 15.30-16.30  Stand della Romania – 
Incontro con Bujor Nedelcovici. 
In occasione della presentazione del suo libro La mattina di un miracolo, trad. di Ingrid Beatrice Coman. Con l’autore intervengono: Ingrid Beatrice Coman e Bruno Mazzoni.

Ore 18.30 verranno presentati i volumi Catacombe della Romania, Testimonianze dalle carceri comuniste (1945-1964) Impronte culturali romene in Italia – annuario della presenza romena in Italia, 2014. Interverranno: Marco Baratto, Claudia Bolboceanu, Mirela Tingire, Lorena Curiman, Violeta Popescu.

Intervengono: Marco Baratto, Violeta Popescu, Lorena Curiman, Claudia Bolboceanu, Maria Floarea Pop.




Lunedi 12 maggio 2014:
Ore 12.30 – Sala Blu – Incontro con Micaela Ghiţescu, Bujor Nedelcovici e Lăcrămioara Stoenescu. In occasione della pubblicazione dei loro libri Tra oblio e memoria, trad. di Ingrid Beatrice Coman (Rediviva), La mattina di un miracolo, trad. di Ingrid Beatrice Coman (Rediviva).
Intervengono: Ingrid Beatrice Coman, Bruno Mazzoni.

Ciò che vedete è il risultato di un lavoro di squadra; un piccolo gruppo di persone che ci hanno creduto e hanno donato il loro tempo e il loro genuino impegno. Il loro lavoro a volte passa inosservato, ma senza di loro nessun libro potrebbe mai vedere la luce.

Ringraziamo dunque il prezioso Davide Arrigoni – non solo per l’editing accurato e certosino, ma anche per il contributo professionale e preciso nel lavoro di documentazione e ricerca – e  Simona Rădulescu, la nostra creativa e attenta tecnoredattrice.

Appuntamento in Biblioteca romena in occasione della Giornata Mondiale della Poesia

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Poesia, arte, musica ed emozioni in occasione della Giornata Mondiale della Poesia. Il Centro Culturale Italo Romeno di Milano e la casa editrice Rediviva Edizioni vi danno appuntamento a Milano, giovedì 20 marzo, alle ore 18.00 presso la sede della Biblioteca romena, via Trebbia 33 (MM Gialla, Fermata Porta Romana, citofono 66).

Il primo giorno di primavera si festeggia ogni anno la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’UNESCO nel 1999 riconoscendo così «all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace». Dopo il successo dello scorso anno, il Centro Culturale Italo Romeno e la casa editrice Rediviva ripropongono l’organizzazione della Giornata Mondiale della Poesia e invitano il pubblico a un nuovo appuntamento che si terrà il 20 marzo 2014, alle ore 18 00 presso la Biblioteca romena.

In occasione verrà inaugurata la mostra personale di pittura “Pro Tempore” dell’artista romena Lavinia ROTOCOL. 

L’evento che gode del Patrocinio del Consolato Generale della Romania a Milano si propone un  incontro italo-romeno al fine di rafforzare il dialogo interculturale attraverso la promozione della Poesia e la Cultura. 

PROGRAMMA: 

  • Prof.ssa Ida GARZONIO: “Ricordi del poeta e prosatore romeno Anatol E. Bakonschi (n. 1925 Bessarabia [Repubblica Moldova] e morto a Bucarest durante il grande terremoto del 4 marzo 1977);
  • Irina ŢURCANU, scrittrice e giornalista: “Ritratto del poeta Nichita Stănescu 1933-1983″;
  • Svetlana FILAT: Incontro con la poesia del poeta Grigore Vieru (1935-2009);
  • Violeta P. POPESCU: “La poesia delle carceri comuniste: Vasile Voiculescu, poeta, drammaturgo, medico (1884-1964);
  • Nella serata verrà omaggiata la prof.ssa Ida Garzonio per il suo contributo nella promozione della letteratura romena in Italia;
  • Intervista con la poetessa Nina CASSIAN, estratto dal film Noi, Romeni nel mondo, regia di Maria Stefanache;
  • Recital di musica: Corina Claudia SERDAN.

Interverranno : Alina NASTASA (videoreporter), il poeta Luca CIPOLLA e  la giornalista Claudia BOLBOCEANU.

Nella seconda parte dell’evento: invito rivolto al pubblico a leggere le poesie dei poeti romeni e italiani preferiti.

La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita con l’intento di promuovere gli sforzi delle piccole case editrici che combattono instancabilmente nel tentativo di continuare la loro attività. In tal senso la casa editrice Rediviva offre al pubblico presente nella serata uno sconto del 50% su tutti i libri pubblicati (catalogo: www.redivivaedizioni.com).

Evento realizzato in collaborazione con: Associazione Integrazione in Italia, A.D.R.I. (Associazione Donne Romene in Italia), Istituto Culturale Economico Italo Moldavo.

Rinfresco. Caffè e dolci
Copertura mediatica:

Radio Romania Internazionale www.rri.ro
Ufficio stampa: Rediviva Edizioni (Ingrid B. Coman)

Centro Culturale Italo Romeno, infoculturaromena@gmail.com

Impronte culturali romene in Italia – Annuario del C. C. R. I – di Claudia Bolboceanu

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Il Centro Culturale Italo – Romeno continua a portare avanti importanti progetti per la promozione della cultura romena in Italia, la conservazione della lingua, dell’identità e dell’intercultura per riflettere, ricercare, condividere e valorizzare esempi di buone convivenze fra cittadini immigrati e nativi con forte entusiasmo e grande partecipazione.

Dietro ai numerosi progetti troviamo persone che con passione e dedizione contribuiscono alla crescita e alla riuscita di questo progetto in continua evoluzione.

L’Annuario del C.C.I.R. raccoglie le firme di: docente Rodica Mixich, Florentina Niţă, Claudia Bolboceanu, Maria Floarea Pop, docente Codrina Sandru, Giada Bossi, Iuliana Anghel, Lorena Curiman, Davide Arrigoni, Ingrid Beatrice Coman, Viorel Boldiş, Mauro Barindi, Irina Ţurcanu, Dario Fertilio: scrittori, poeti, docenti, giornalisti, romeni e italiani che da anni collaborano con il centro culturale.

Dentro queste pagine troviamo un po’ dell’anima di ognuno di loro, ricordi d’infanzia, l’esperienza dell’emigrazione, poesie, interviste a personaggi letterari, traduzione di diverse opere, esperienze di vita comune, riflessioni sull’integrazione e brani tratti da romanzi; un modo per conoscere i protagonisti del Centro Culturale.

Far conoscere in Italia i valori culturali romeni, evidenziando i rapporti culturali esistiti tra i due paesi, è l’obiettivo principale. Un valido mezzo di comunicazione interculturale tra la comunità romena che vive in Italia e quella italiana, nel tentativo di diventare un piccolo specchio della cultura romena in Italia, un promotore dei suoi valori nel mondo, il Centro si propone di seguire gli incontri di maggiore rilievo culturale italo-romeni, a cui si aggiungono dialoghi con le personalità più importanti. Il C.C.I.R. inoltre, sostiene e promuove nelle sue pagine i gruppi, le associazioni, le istituzioni che operano nel ambito della cultura.

Dal 2008 il Centro Culturale Italo-Romeno continua a sostenere e a portare avanti progetti per la promozione, la conservazione della lingua e dell’identità della cultura romena in Italia. Il portale bilingue www.culturaromena.it ha raggiunto 3.500.000 visitatori e oltre 10.000 iscritti alla Newsletter mensile.

Numerose sono le attività organizzate, a partire dalla biblioteca romena, unica iniziativa del genere nella regione Lombardia, fondata nel 2009 con l’obiettivo di conservare l’identità culturale e linguistica dei romeni residenti in Italia. La biblioteca mette a disposizione libri di diversi generi: letteratura, poesia, storia, geografia, dizionari, album di fotografia e pittura, storie per l’infanzia, ecc. Nella biblioteca trovano spazio anche libri per il pubblico italiano come dizionari, libri di letteratura e grammatica per imparare il romeno.

Un’altra iniziativa portata avanti è la nascita della casa editrice di Rediviva Edizioni (www.redivivaedizioni.it) in versione italiana e romena. Nasce nel 2012, grazie all’iniziativa di un gruppo di scrittori, giornalisti, critici, sociologi, con l’intento di dar voce a scrittori italiani e non che hanno la voglia e la passione di comunicare e di donare attraverso la scrittura ricordi, tradizioni ed emozioni e lo scopo di promuovere l’incontro tra le culture e condividere sentimenti.

La casa editrice inoltre è stata presente a una delle più importanti manifestazioni europee dedicate ai libri e all’editoria: il Salone Internazionale del Libro di Torino – 26a edizione. Nell’ambito del festival della Letteratura di Milano, la giovane casa editrice ha aderito al progetto, proponendo un incontro con gli autori e i libri presentati in occasione del Salone Internazionale del libro di Torino: Doina Ruşti, Stelian Ţurlea, Ingrid B. Coman, Viorel Boldiş, Sabrina M Arpini, Irina Ţurcanu, Maria Floarea Pop, Violeta Popescu.

Per la sua attività di volontariato e impegno culturale, svolto per la promozione culturale romena in Italia, il C.C.I.R è stato premiato tra i finalisti del Premio MoneyGramAward 2013 (categoria Responsabilità Sociale).

Redazione: Davide Arrigoni, Lorena Curiman, Claudia Bolboceanu, Maria Floarea Pop

Curatori editoriali: Ingrid B. Coman, Violeta P. Popescu

Impronte culturali romene in Italia,

100 pagine; 2014, Milano; Euro: 5 00

 

 

Julio Monteiro Martins, La grazia di casa mia recensione di mia Lecomte

Julio Monteiro Martins, La grazia di casa mia, Milano, Rediviva Edizioni 2013, pp.182, € 14.00

 

Lasciare la favela / e riacquistare la favella. / Cantare / la favela carioca / con la favella toscana: affabile favola…”, e farlo poeticamente per anni, lasciandosi accompagnare dalla poesia nella riappropriazione della nuova parola, e di una fabula adatta ad essere cantata. Di questo parla La grazia di casa mia, del progressivo riemergere delle parole alla coscienza dopo il “suicidio amministrato” dell’esilio, del loro combinarsi in armonia, in “grazia”, per ridisegnare una casa davvero propria, che sia allo stesso tempo quella lasciata e quella ritrovata; il profilo delle montagne affacciate sulla baia di Guanabara dell’acquarello “anonimo” sulla copertina del libro, e la dedica in portoghese alla piccola Beatrice regalata dalla terra Toscana. Il percorso di Julio Monteiro Martins in Italia inizia con la poesia – i brevi poemi in prosa de Il percorso dell’idea (1998) – e continua ad accompagnare poeticamente la scrittura narrativa, sia all’interno stesso dei racconti, dei metaromanzi, dove si addensa in immagini traboccanti di suono, sia in parallelo, un po’ in sordina, affacciandosi in pubblicazioni saltuarie, riviste o antologie. E qui la troviamo per la prima volta riunita: trentacinque testi allineati lungo un filo trasparente, che snocciola come un colorato rosario i sassolini levigati da una lontananza metafisica, assoluta, senza nessuna scorciatoia geografica: madri, donne, bambini, battaglie, luoghi, promesse, sogni, sconfitte, paure e speranze, e tanta stanchezza innanzi al turbinio dell’essere. La poesia, quella perduta e inadeguata del primo testo della raccolta, è insieme anche quella “piccola cosa, / mentale / e inestimabile” che rimane sempre fedele, l’unica disposta a suggerire solidarietà e riposo. E Monteiro Martins le regala una definizione perfetta, il puntuale tributo di un poeta alla parola: “L’arte di disegnare / con la voce / l’idea, / per poi versarla sulle cose / e intingerle di senso”.

Mia Lecomte

GUSTUL AMAR AL SINGURĂTĂŢII de Geo Vasile

 

Ingrid Beatrice Coman (n. 1971, Tecuci) este o scriitoare româncă de limbă italiană şi care în prezent locuieşte în Malta. Autoare a patru romane şi a mai multor nuvele şi eseuri în reviste şi antologii europene, este una dintre vocile cele mai autorizate din literatura diasporei noastre. Temele sale preferate pivotează în jurul destinului unor oameni mărunţi, anonimi, inocenţi confruntaţi cu marile traume provocate de istoria contemporană maşteră. Exemple: războiul sângeros din Afganistan repovestit de locuitorii din Kabul (La città dei tulipani – Oraşul lalelelor), gulagul sovietic, ale cărui atrocităţi au fost date în vileag, printre alţii, de Soljeniţîn sau Herta Müller, retrăit epic în Té al samovar – Ceai la samovar. Nu puteau lipsi dramaticele şi de cele mai multe ori terifiantele episoade numite evenimentele din decembrie 1989 din România (Per chi  crescono le rose? – Pentru cine cresc trandafirii). Dodici più un angelo – Doisprezece plus un înger – sugerează în chip metaforic direcţia greşită în care merge lumea, groapa comună finală, decăderea până la aneanatizare a valorilor spirituale, anticipată, printre alte mari spirite vizionare, de gânditorul şi poetul Giovanni Paolo II, un papă care a pătimit asemeni Mântuitorului şi care şi-a iertat, ca şi El, duşmanii de moarte.

În cele ce urmează ne vom referi la cea mai recentă carte a lui Ingrid Beatrice Coman Satul fără mămici. Il villaggio senza madri (Milano, Rediviva Edizioni, 2012, 159 p.). Este vorba de zece povestiri (texte în limba română şi în italiană), protagoniştii fiind zece copii, băieţi şi fete din provincia românească, sau cum se mai spune, din România profundă, abandonaţi de unul din părinţi sau de amândoi cu speranţa că braţele lor de muncă puse în slujba unor familii din Occident vor aduce în casa părăsită la mii de chilometri, mult invocatul trai decent. Speranţa de a face pasul de la supravieţuire la o viaţă în paradigmele civilizaţiei şi umanului, lasă în urma ei de multe ori traume ale disperării: singurătate, înstrăinare, destrămarea ţesutului afectiv, dor.

Meritele prozatoarei sunt multiple, începând cu abordarea unei teme de o actualitate stringentă (chiar când citeam cartea o ştire cutremurătoare m-a siderat: 4 copii au ars de vii singuri în casă, tatăl era plecat în vecini, mama lor era la muncă în Cipru, şi tocmai le scrisese că nu le mai trimite bani, fiindcă s-a decis să se mărite cu un localnic), sondarea universului psihic fraged, dilematic al unor copii, mai curând maturizaţi prin forţa lucrurilor, aşadar trestii gânditoare ce se apară de rafalele abandonului, plăsmuindu-şi mai mereu un punct de sprijin concret sau imaginar, un substitut de parcurs al celor plecaţi şi înlocuiţi de felurite tanti, mătuşi, bunici etc.

Deosebit de grijulie se dovedeşte autoarea, aici experienţa şi talentul narativ îşi spun cuvântul, în a evita melodrama, în a relata starea de fapt, aceeaşi şi mereu deosebită, nuanţată de la caz la caz. Fluenţa naraţiei este uimitoare, atât în română cât şi în italiană, adesea poematică şi emoţionantă; în plus, felul de a fi, atmosfera tipică pentru lumea satului nostru, pe cât de arhaic şi umil, pe-atât de prolific şi plastic, inclusiv d.p.d.v. lingvistic, de mulţi scriitori români multipremiaţi date uitării, a rămas pentru scriitoarea Ingrid Beatrice Coman obsesia principală a propriului imaginar, a tablurilor vivante ce se succed de-a lungul cărţii. Ea scrie ca şi cum ar fi trăit în toate acele sate pe care le zugrăveşte fără să le numească.

Fiecare din cele zece povestiri se edifică în jurul unui nucleu semantic, al unei poante purtătoare de mesaj şi semnificaţie. Florin din „Alfabetul ştirb”, din pricina plecării mamei în străinătate, sare premeditat în caietul de teme, litera m de la mamă. Iată ce explicaţie îi dă el învăţătoarei: „Ce ştiţi dumneavoastră!, îi răspunse într-un târziu, Doamnei, care începuse să fie supărător de insistentă şi al cărei parfum îi înnoda un gust amar în gât. “Lăsaţi-mă-n pace” adăugă, în şoaptă, aplecat peste caiet cu un gest protectiv, ca nu cumva femeia să-i strecoare vreo literă în spaţiile albe. „Nu mai e mult şi-o să vină mama. Şi-atunci om pune toate m-urile la locul lor…”

Liliana, ce aminteşte, nu ştiu de ce, de Cosette din Mizerabili, simte absenţa mamei „ca un nor des şi înecăcios şi în jurul ei crescuse un zid de apăsătoare tăcere…”. Se simţea străină şi umilită,  tot timpul trebăluia în primul rând pentru ceilalalţi din casă, trebuia să răspundă mereu da „ordinelor” primite (făcea curat, călca, spăla vasele scotea apă din fântână etc.). Iată însă că într-o bună zi, pe când se întorcea pe uliţă cărând găleata de apă, se declanşează în sufletul ei un resort al nesupunerii,  apt s-o facă să refuze, să nu-i mai fie frică nici de câini şi nici de oameni: ”O altă Liliană crescuse, într-o clipă, sub căciuliţa de lână roşie, şi fata luă găleata şi se îndreptă spre casă cu un pas nou”. Este schimbarea la faţă a „Cenuşăresei” ce dă de înţeles în desenul făcut la şcoală că cercul făcut cu creionul roşu menit să-i unească pe membrii unei familii „e dragostea care-i ţine împreună şi le leagă inimile una de alta, oriunde ar fi”.

Dacă Liliana mai are un dram de speranţă, Luminiţa, ce-o aştepta pe maică-sa de 4 sau 5 ani, mereu în preajma Crăciunului, înţelege în fine din şuşotelile bunicilor că mama ei nu se va mai întoarce fiindcă s-a măritat în străinătate şi are şi-un prunc. Luminiţa se resemnează şi încearcă s-o ierte pe maică-sa, fiindu-i…milă de ea: „singură, acolo, printre străini, biata de ea”.

Cătălin cel bălai şi cârlionţat, rămâne doar cu bunicul după plecarea lui mami Alina. Trăieşte din amintirea şi îmbrăţişările mamei sale ca un îndrăgostit de prezenţa ei fermecătoare. Alina plecase împinsă de „nevoi şi ţara asta fără viitor”, sfătuită de „un domn bine îmbrăcat”, dar şi autopedepsindu-se (spre a munci şi trimite bani) fiindcă într-o seară nu mai avusese nici măcar o cană de lapte pentru copil. Cătălin îşi dă seama în mintea lui de vârsta grădiniţii că el e de vină pentru plecarea mamei, pentru căniţa aia de lapte care n-o mai primise ca de obicei. Acum, după ceva timp, din banii trimişi de mami, bunicul putea să cumpere lapte din belşug. Aşadar: „Acum avem lapte mamă, poţi să te întorci” caligrafiază cu litere de tipar Cătălin, eventuala scrisoare şi sfârşitul emoţionantei poveşti de viaţă din realitatea tangibilă, imediată a României.

Irina pare deja antrenată pentru „viaţa de fetiţă cu mama în străinătate”, sufleţelul ei împietrise, nu se mai lăsă mângâiată sau sărutată nici măcar de ziua ei, nici cu vorba nici cu fapta, doar aşa putuse să reziste şocului provocat de despărţire. Numai că puiul de câine de pripas de care avea grijă, aducându-i de mâncare (substitutul de care pomeneam), nu înţelege prin ce trece puiul de om, şi după ce se satură cu laptele adus de Irina, vrea să fie mângâiat, drept care va fi mustrat de Irina, devenită după abandon „sălbatecă şi arţăgoasă”: „Hei, tu, chiar nu înţelegi? Dacă te mângâi, te vei lipi de mine ca o prăjitură cu miere şi atunci când am să plec ţi se va rupe sufletul în două”.

Încheiem glosele noastre în jurul acestor povestiri cu mesaj încorporat printr-o probă de artă a monologului interior ce ne aminteşte, toute proportion gardée de Raymond Carver, Pirandello, Rebreanu, Mihail Sadoveanu etc. Irina, dar mai ales Lisa din povestire „O lume perfectă” (în care recunoaştem identitatea autoarei şi dulcele stil clasic al scriiturii care a revenit în forţă în proza euro-americană de azi), îşi continuă gândul: „Poate că nu-i asta soluţia… spuse încet, abandonându-şi într-un sfârşit mâna – botului umed şi flămând de mângâieri. Poate că lucrurile stau exact invers. Cu cât renunţi la mai multe cu atât ţi se dau mai puţine şi dacă îţi ascunzi speranţele într-un sertar prăfuit, de teamă să nu ţi le fure careva, s-ar putea să nu le mai găseşti nici tu. Înţelese că sufletul ei avea o nevoie disperată să spună lumii ce-i lipsea, şi ceea ce o făcuse să pară o fetiţă puternică în ochii celorlalalţi era, de fapt, înfrângerea ei cea mai cruntă”.

O singură sugestie mi-aş permite în privinţa echivalării italiene a cuvântului dor, de altfel intraductibil. Personal prefer formei din carte voglia di, nostalgia di, expresia anelito.

 

(Geo Vasile, Revista «Hyperion», nr.1/2013)

 

Bucureşti, 28 ianuarie 2013

GUSTUL AMAR AL SINGURĂTĂŢII de Geo Vasile

Ingrid Beatrice Coman (n. 1971, Tecuci) este o scriitoare româncă de limbă italiană ş carei în prezent locuieşte în Malta. Autoare a patru romane şi a mai multor nuvele şi eseuri în reviste şi antologii europene, este una dintre vocile cele mai autorizate din literatura diasporei noastre. Temele sale preferate pivotează în jurul destinului unor oameni mărunţi, anonimi, inocenţi confruntaţi cu marile traume provocate de istoria contemporană maşteră. Exemple: războiul sângeros din Afganistan repovestit de locuitorii din Kabul (La città dei tulipani – Oraşul lalelelor), gulagul sovietic, ale cărui atrocităţi au fost date în vileag, printre alţii, de Soljeniţîn sau Herta Müller, retrăit epic în Té al samovar – Ceai la samovar. Nu puteau lipsi dramaticele şi de cele mai multe ori terifiantele episoade numite evenimentele din decembrie 1989 din România (Per chi  crescono le rose? – Pentru cine cresc trandafirii). Dodici più un angelo – Doisprezece plus un înger sugerează în chip metaforic direcţia greşită în care merge lumea, groapa comună finală, decăderea până la aneanatizare a valorilor spirituale, anticipată, printre alte mari spirite vizionare, de gânditorul şi poetul Giovanni Paolo II, un papă care a pătimit asemeni Mântuitorului şi care şi-a iertat, ca şi El, duşmanii de moarte.

În cele ce urmează ne vom referi la cea mai recentă carte a lui Ingrid Beatrice Coman Satul fără mămici. Il villaggio senza madri (Rediviva Edizioni, 2012, 159 p.). Este vorba de zece povestiri (texte în limba română şi în italiană), protagoniştii fiind zece copii, băieţi şi fete din provincia românească, sau cum se mai spune, din România profundă, abandonaţi de unul din părinţi sau de amândoi cu speranţa că braţele lor de muncă puse în slujba unor familii din Occident vor aduce în casa părăsită la mii de chilometri, mult invocatul trai decent. Speranţa de a face pasul de la supravieţuire la o viaţă în paradigmele civilizaţiei şi umanului, lasă în urma ei de multe ori traume ale disperării: singurătate, înstrăinare, destrămarea ţesutului afectiv, dor.

Meritele prozatoarei sunt multiple, începând cu abordarea unei teme de o actualitate stringentă (chiar când citeam cartea o ştire cutremurătoare m-a siderat:: 4 copii au ars de vii singuri în casă, tatăl era plecat în vecini, mama lor era la muncă în Cipru, şi tocmai le scrisese că nu le mai trimite bani, fiindcă s-a decis să se mărite cu un localnic), sondarea universului psihic fraged, dilematic al unor copii, mai curând maturizaţi prin forţa lucrurilor, aşadar trestii gânditoare ce se apară de rafalele abandonului, plăsmuindu-şi mai mereu un punct de sprijin concret sau imaginar, un substitut de parcurs al celor plecaţi şi înlocuiţi de felurite tanti, mătuşi, bunici etc.

Deosebit de grijulie se dovedeşte autoarea, aici experienţa şi talentul narativ îşi spun cuvântul, în a evita melodrama, în a relata starea de fapt, aceeaşi şi mereu deosebită, nuanţată de la caz la caz. Fluenţa naraţiei este uimitoare, atât în română cât şi în italiană, adesea poematică şi emoţionantă; în plus, felul de a fi, atmosfera tipică pentru lumea satului nostru, pe cât de arhaic şi umil, pe-atât de prolific şi plastic, inclusiv d.p.d.v. lingvistic, de mulţi scriitori români multipremiaţi date uitării,  a rămas pentru scriitoarea Ingrid Beatrice Coman obsesia principală a propriului imaginar, a tablurilor vivante ce se succed de-a lungul cărţii. Ea scrie ca şi cum ar fi trăit în toate acele sate pe care le zugrăveşte fără să le numească.

Fiecare din cele zece povestiri se edifică în jurul unui nucleu semnantic, al unei poante purtătoare de mesaj şi semnificaţie. Florin din „Alfabetul ştirb”, din pricina plecării mamei în străinătate, sare premeditat în caietul de teme, litera m de la mamă. Iată ce explicaţie îi dă el învăţătoarei: „ Ce ştiţi dumneavoastră!, îi răspunse într-un târziu, Doamnei, care începuse să fie supărător de insistentă şi al cărei parfum îi înnoda un gust amar în gât.”Lăsaţi-mă-n pace” adăugă, în şoaptă, aplecat peste caiet cu un gest protectiv, ca nu cumva femeia să-i strecoare vreo literă în spaţiile albe. „Nu mai e mult şi-o să vină mama. Şi-atunci om pune toate m-urile la locul lor…”

Liliana, ce aminteşte, nu ştiu de ce, de Cosette din „Mizerabilli”, simte absenţa mamei „ca un nor des şi înecăcios şi în jurul ei crescuse un zid de apăsătoare tăcere…”. Se simţea străină şi umilită,  tot timpul trebăluia în primul rând pentru ceilalalţi din casă, trebuia să răspundă mereu da „ordinelor” primite (făcea curat, călca, spăla vasele scotea apă din fântână etc.). Iată însă că într-o bună zi, pe când se întorcea pe uliţă cărând găleata de apă, se declanşează în sufletul ei un resort al nesupunerii,  apt s-o facă să refuze, să nu-i mai fie frică nici de câini şi nici de oameni:”O altă Liliană crescuse, într-o clipă, sub căciuliţa de lână roşie, şi fata luă găleata şi se îndreptă spre casă cu un pas nou”. Este schimbarea la faţă a „Cenuşăresei” ce dă de înţeles în desenul făcut la şcoală că cercul făcut cu creionul roşu menit să-i unească pe membrii unei familii „e dragostea care-i ţine împreună şi le leagă inimile una de alta, oriunde ar fi”.

Dacă Liliana mai are un dram de speranţă, Luminiţa, ce-o aştepta pe maică-sa de 4 sau 5 ani, mereu în preajma Crăciunului, înţelege în fine din şuşotelile bunicilor că mama ei nu se va mai întoarce fiindcă s-a măritat în străinătate şi are şi-un prunc. Luminiţa se resemnează şi încearcă s-o ierte pe maică-sa, fiindu-i…milă de ea: „singură, acolo, printre străini, biata de ea”.

Cătălin cel bălai şi cârlionţat, rămâne doar cu bunicul după plecarea lui mami Alina. Trăieşte din amintirea şi îmbrăţişările mamei sale ca un îndrăgostit de prezenţa ei fermecătoare. Alina plecase împinsă de „nevoi şi ţara asta fără viitor”, sfătuită de „un domn bine îmbrăcat”, dar şi autopedepsindu-se (spre a munci şi trimite bani) fiindcă într-o seară nu mai avusese nici măcar o cană de lapte pentru copil. Cătălin îşi dă seama în mintea lui de vârsta grădiniţii că el e de vină pentru plecarea mamei, pentru căniţa aia de lapte care n-o mai primise ca de obicei. Acum, după ceva timp, din banii trimişi de mami, bunicul putea să cumpere lapte din belşug. Aşadar: „Acum avem lapte mamă, poţi să te întorci” caligrafiază cu litere de tipar Cătălin, eventuala scrisoare şi sfârşitul emoţionantei poveşti de viaţă din realitatea tangibilă, imediată a României.

Irina pare deja antrenată pentru „viaţa de fetiţă cu mama în străinătate”, sufleţelul ei împietrise, nu se mai lăsă mângâiată sau sărutată nici măcar de ziua ei, nici cu vorba nici cu fapta, doar aşa putuse să reziste şocului provocat de despărţire. Numai că puiul de câine de pripas de care avea grijă, aducându-i de mâncare (substitutul de care pomeneam), nu înţelege prin ce trece puiul de om, şi după ce se satură cu laptele adus de Irina, vrea să fie mângâiat, drept care va fi mustrat de Irina, devenită după abandon „sălbatecă şi arţăgoasă”: „Hei, tu, chiar nu înţelegi? Dacă te mângâi, te vei lipi de mine ca o prăjitură cu miere şi atunci când am să plec ţi se va rupe sufletul în două”.

Încheiem glosele noastre în jurul acestor povestiri cu mesaj încorporat printr-o probă de artă a monologului interior ce ne aminteşte, toute proportion gardée de Raymond Carver, Pirandello, Rebreanu, Mihail Sadoveanu etc.. Irina, dar mai ales Lisa din povestire „O lume perfectă” (în care recunoaştem identitatea autoarei şi dulcele stil clasic al scriiturii care a revenit în forţă în proza euro-americană de azi), îşi continuă gândul: „Poate că nu-i asta soluţia…spuse încet, abandonându-şi într-un sfârşit mâna – botului umed şi flămând de mângâieri. Poate că lucrurile stau exact invers. Cu cât renunţi la mai multe cu atât ţi se dau mai puţine şi dacă îţi ascunzi speranţele într-un sertar prăfuit, de teamă să nu ţi le fure careva, s-ar putea să nu le mai găseşti nici tu. Înţelese că sufletul ei avea o nevoie disperată să spună lumii ce-i lipsea, şi ceea ce o făcuse să pară o fetiţă puternică în ochii celorlalalţi era, de fapt, înfrângerea ei cea mai cruntă”.

O singură sugestie mi-aş permite în privinţa echivalării italiene a cuvântului dor, de altfel intraductibil. Personal prefer formei din carte voglia di, nostalgia di, expresia anelito.

Geo Vasile,

Bucureşti, 28 ianuarie 2013

A apărut o editură italo-română în Milano! – de Nicoleta Dabija

 

S-a născut Rediviva, editură, dar mai ales o încoronare a eforturilor depuse de Centrul Cultural Italo-Român din Milano. Prezentarea primelor volume s-a desfășurat recent, iar la lansare a participat și consulul român din Milano, George Gabriel Bologan, care a apreciat munca depusă de Centrul Cultural. Au luat cuvântul istorici, poeți români, ziariști, fiecare expunând o impresie față de volum din propria prospectivă.

În ce consistă Repere culturale românești în Peninsulă, o carte în mare măsură în limba română, și cu rezumate în italiană? Redat în mai multe secții, volumul tratează momente istorice care au legat și leagă România de Italia, până la chestiunile cronicilor și la contribuțiile intelectualilor români stabiliți în Peninsulă.

Este semnificativă fraza, din Introducere, a Micaelei Ghițescu, care subliniază că textul „este o oglindă: a nenumăratelor țesuturi, antice și recente, care ne-au ținut legați. De-a lungul timpului, acestea au întâlnit și o ruptură, când între noi și voi a fost impus deșertul […]. Dar astăzi este timpul punților.”

Și drept punte e cultura, precum mărturisește Anuarul Centrului Cultural Italo-Român.

Este, totuși, necesar să se facă o precizare. Când ne gândim la punți, la legăturile între România și Italia, avem tendința de a ne aminti de timpurile străvechi, cele ale romanilor, când aceștia au cucerit Dacia. Timpurile despre care vorbește și Ascanio Centorio, o mărturisire însemnată și în Anuar, care afirmă că în Dacia se vorbea limba italiană, dar atât de stricată că nu se mai înțelegea. Dar apoi? După timpurile străvechi? De obicei urmează golul, până să ajungem la vremurile recente, când, ca legătură, ne vine în minte o altă, să-i spunem așa, ”cucerire”, cunoscută sub numele de ”emigrare”. Totuși, între cele două extreme temporale, există un evantai de intelectuali cu rolul de punte, menținând unite Italia și România. E mulțumită muncii minuțioase a creatorilor Anuarului, dacă astăzi avem posibilitatea de a umple un gol al memoriei și să regăsim bucățelele ce lispeau din puzzle. Și o putem face cu un mare avantaj: putând accesa multitudinea informațiilor unite într-un unic volum. Pentru a fi compleți, materialele nu lipsesc, dar e o literatură împrăștiată.

Pe lângă acest atu, Anuarul mai are unul: luciditatea și imparțialitatea cu care autorii au realizat studiile. Nu sunt semne de fals patriotism, ci o obiectivitate demnă de admirare, prin care au lăsat ca cititorul să capteze un mesaj șoptit: „românii nu sunt doar asta”, în bine și în rău.

Cugetările stârnite de lectura cărții sunt multe, cum se întâmplă când nimerești o carte deosebită, oricare ar fi natura ei. O întrebare totuși mi s-a oprit în minte, poate mișcată de patriotismul de care suferă des emigrații. La fel ca un părinte, ce nu-și vede fiul îndelung: ești mai indulgent. Deși indulgența, întrebarea menține o nuanță de obiectivitate: cum este posibil ca imaginea românilor în fața italienilor să fie una mai degrabă negativă?

Cetățeni români în Italia sunt cam un milion. Dintr-un articol apărut în presa italiană, se citește că elevii români în Italia sunt primii, ca număr, pentru al cincilea an consecutiv. Pe locul trei ca studenți la facultate. Cel puțin o sută sunt intelectualii români în Italia, printre ei scriitori, ziariști, actori, regizori, stiliști, balerini, cercetători fie afirmați, fie pe calea debutului. O mulțime sunt asociațiile românești în Italia.

Și în ciuda acestor cifre uluitoare, a persoanelor ce se dedică să schimbe ideea italienilor față de români, munca lor apare aproape ca o picătură de apă încrezătoare de a putea uda deșertul, același despre care vorbea Ghițescu în Introducere.

Soluția? Una singură. Aceeași deja adoptată de către asociații, intelectuali, aceeași pe care au adoptat-o Centrul Cultural și Editura Rediviva: să vorbim. Căci doar așa, mai devreme sau mai târziu, urechile se vor obișnui să asculte, să înțeleagă, să capteze în mod total aceste noi voci.

Autor: Irina Țurcanu, corespondent Italia

(http://www.infoapollonia.ro)

 

El Ghibli – rivista online di letteratura della migrazione – Il villaggio senza madri di Raffaele Taddeo

 

Gli uomini nel loro sviluppo storico hanno incominciato a porre l’attenzione ai bambini, ai figli in un’epoca molto recente. Nel Medioevo i bambini venivano assegnati, quando non servivano ai lavori in campagna, ai giovani universitari vaganti i quali li rendevano accattoni per poterli sfruttare e camparci sopra, i figli dei signori andavano a fare i paggi nelle case di altri nobili. Ancora oggi li si utilizza per accattonaggio; solo recentemente, si può dire, è entrato nella coscienza umana che anche il bambino è un soggetto pieno di diritti che va rispettato. La storia attuale dominata essenzialmente dalla migrazione spesso dimentica o sottovaluta, ancora una volta, che chi maggiormente fa le spese dei drammi che le migrazioni sottendono e comportano sono ancora i bambini privati prima di tutto, oltre che delle essenziali necessità materiali, spesso anche e specialmente dell’insostituibile e fondamentale rapporto che si genera fra madre e figlio che nella specie umana dura anni e senza il quale si sviluppano traumi e sofferenze i cui effetti non sono prevedibili.

Ingrid Beatrice Coman ormai trilingue (romeno, italiano, inglese) ha scritto questo testo come un omaggio a quei bambini che per molte cause si trovano senza madri perché sono dovute andar via per ragioni di lavoro o altro, mostrando così estrema sensibilità ad un problema che spesso si dimentica e si sottovaluta. Sono 10 racconti scritti in due versioni, romeno e italiano. Il punto di vista è sempre quello del bambino/a che guarda agli avvenimenti senza comprenderli perché sono privati del loro affetto più naturale e più necessario, quello della madre. Dieci racconti per narrare la sofferenza di un figlio/a privato/a dell’affetto della madre, e di sofferenza si tratta così acuta che a volte rischia di portare a sentimenti estremi, a gesti estremi ed inspiegabili, come quello di non poter scrivere la “m” insieme alle altre lettere dell’alfabeto perché quella lettera è segno della mancanza, dell’assenza di una persona e non può essere scritta, così come era impossibile per gli ebrei cantare in terra straniera. Ma ancora viene descritta la sofferenza di quella bambina che non si lascia toccare perché vuole mantenere intatto il ricordo dell’ultima carezza della madre. La sofferenza interiore si manifesta prima di tutto nella fisicità. Alcuni racconti fanno emergere l’impossibilita che parenti possano sostituirsi all’affetto di una madre, perché, quando questa è assente,  c’è il rischio di essere sempre e comunque considerati delle “cenerentole”. Un racconto sembra non riguardare il rapporto affettivo fra madre e figlio, ma quello di un bambino con un animale, un maiale. È il racconto di Daniel che, vissuto sempre con un maiale, non riesce a concepire come possa essere sacrificato per la gioia degli altri, che festeggiano l’arrivo del Natale. In Ingrid Beatrice Coman il rapporto fra bambini e animali diventa un tema delicato e importante. Anche nel romanzo Per chi crescono le rose un episodio narra del rapporto straziante fra un bambino e un cervo che il nonno deve uccidere per poter dare un po’ di cibo alla famiglia. Sembra quasi che si crei fra bambino e animale un rapporto speciale che gli adulti infrangono e che segna il momento della rottura dell’innocenza.

Un elemento da notare e sottolineare è l’assenza della paternità. Già in altri testi si era visto come la figura maschile non avesse grande risalto negli scritti della Coman. In questa raccolta di racconti il fatto è ancor più accentuato. Ci sono i nonni, ma più spesso la nonna. L’unico padre a cui si accenna è visto negativamente, perché non sa neppure essere fedele alla moglie e non ha quel legame di fiducia e di amore che può costituire un famiglia.

Il testo è scritto con intensa partecipazione alla sofferenza dei bambini privati dell’affettività dei genitori. Non è possibile leggerlo con indifferenza o con distacco, perché di volta in volta si rimane a riflettere sul perché nella società attuale è possibile che madri siano costrette a lasciare i loro figli, a volte anche dimenticandosene.

27-01-2013

Editoria romena a Milano – di Irina Turcanu

Autore: Irina Turcanu Gio, 24/01/2013 – 16:01

 

È nata Rediviva, casa editrice, ma soprattutto un coronamento dei tanti impegni del Centro Culturale Italo-Romeno di Milano e i suoi collaboratori. La presentazione dei suoi primi volumi è avvenuta di recente, anche alla presenza del console generale romeno a Milano, George Gabriel Bologan, il quale ha molto apprezzato il lavoro svolto dal Centro Culturale. Sono intervenuti storici, poeti romeni, giornalisti, ciascuno sviluppando una riflessione attraverso la propria prospettiva riguardo al volume presentato.

In cosa consiste Repere culturale româneşti în peninsulă (Riferimenti culturali romeni nella penisola), un libro prevalentemente in lingua romena, ma con testi riassuntivi in italiano? Redatto in più sezioni, esso spazia dai cenni storici che hanno legato e legano l’Italia alla Romania, fino ai fatti di cronaca e ai contributi degli intellettuali romeni stabiliti nel Bel paese.

Significativa è la frase, nella prefazione, di Micaela Ghiţescu, la quale sottolinea che il testo “è uno specchio: degli innumerevoli tessuti, antichi e recenti, che ci hanno tenuti assieme. Lungo il tempo, essi hanno incontrato anche una brutale rottura, quando tra noi e voi è stato imposto il deserto. […] Ma oggi è il tempo dei ponti”.

E da ponte lo fa la cultura, come testimonia l’Annuario del Centro Culturale Italo-Romeno.

Al riguardo, però, vi è una precisazione da fare. Quando si pensa ai ponti, ai legami tra la Romania e l’Italia, si è tentati di ricordare i tempi passati, antichi, quelli dei Romani, quando questi conquistarono la Dacia. I tempi di cui parla Ascanio Centorio, testimonianza riportata nel volume, il quale sostiene che, nella Dacia, si parlava la lingua italiana, ma talmente guastata che non la si capiva. Ma poi? Dopo il passato remoto? In genere segue il vuoto, fino ad arrivare alla storia recente, quando, come legame, ci viene in mente un’altra, chiamiamola così, “conquista”, nota col nome di “immigrazione”. Eppure tra i due estremi temporali, vi è un ventaglio non indifferente di intellettuali che hanno funto da ponte, mantenendo unite l’Italia e la Romania. È grazie al lavoro certosino degli ideatori dell’Annuario, se oggi abbiamo la possibilità di colmare il vuoto della memoria e ritrovare i tasselli mancanti del puzzle. E lo si fa con un notevole vantaggio: potendo accedere a un insieme di informazioni raggruppate in un unico volume. Perché, va precisato, la letteratura in materia non manca, ma è dispersiva.

Accanto a questo pregio, l’Annuario ne presenta un altro: la lucidità e l’imparzialità con le quali gli autori hanno realizzato la ricerca. Non vi è alcun falso patriottismo, bensì un’ammirevole oggettività con la quale hanno lasciato cogliere al lettore un messaggio sussurrato: “I romeni non sono solo questo”, nel bene e nel male.

Le riflessioni nate in seguito alla lettura del volume sono tante, come è solito accadere quando incontri un ottimo libro, qualsiasi sia la sua natura. Una domanda, però, mi si è incagliata nella mente, forse mossa dal patriottismo che colpisce abitualmente gli immigrati. Alla stessa stregua di un genitore che non vede da tempo il figlio: si è più indulgenti. Nonostante l’indulgenza, la domanda mantiene una sfumatura di oggettività: com’è possibile che l’immagine degli italiani nei confronti dei romeni sia perlopiù negativa?

I cittadini romeni residenti in Italia sono circa un milione. Da un articolo apparso su uno dei maggiori quotidiani italiani, si legge che gli alunni romeni in Italia sono al primo posto, per il quinto anno consecutivo, come numero. Al terzo posto in quanto iscritti alle università. Almeno un centinaio sono gli intellettuali romeni in Italia, tra scrittori, giornalisti, attori, registi, stilisti, ballerini, studiosi affermati o in erba. Tantissime sono le associazioni culturali romene in Italia.

Eppure, nonostante le cifre da capogiro, di persone impegnate a rendere positiva la percezione degli italiani nei confronti dei romeni, il loro lavoro appare quasi come una goccia d’acqua che ha la pretesa di dissetare il deserto, lo stesso del quale parlava Ghiţescu nella prefazione.

La soluzione? Una sola. Quella che già hanno messo in atto le associazioni, gli intellettuali, la stessa attuata dal Centro Culturale, dalla neonata casa editrice Rediviva: parlarne. Perché solo così, prima o poi, le orecchie si abitueranno ad ascoltare, comprendere, cogliere del tutto queste nuove voci.

Il Centro Culturale Italo-Romeno di Milano è nato nel 2008 e la sua redazione si è costituita da un gruppo di giovani studenti, insegnanti, formatori, ricercatori romeni e italiani interessati alla cultura romena: Ingrid Coman, Diana Pavel Cassese, Maria Floarea Pop, Violeta P. Popescu insieme ai collaboratori: Marco Baratto, Iuliana Anghel, Ana Maria Panait, Gabriella Molcsan, Anita Bernacchia, Cristina Nichitean, Cristina Molnar, Anca Marinescu, Alexandra Malina Hating, Sabrina Arpini, Codrina Sandru.