Recensione di: Stelian Ţurlea, In assenza del padre, Milano, Rediviva Edizioni, 2015

Copertina 3D_In assenza del padre

Stelian Ţurlea
In assenza del padre
trad. dal romeno di Ingrid Beatrice Coman
collana «Quaderni romeni»
Milano, Rediviva Edizioni, 2015, 164 p.
nuova edizione riveduta
ISBN-13: 978-88-97908-22-7
[ed. orig., În absenţa tatălui, Bucureşti, Editura Leda, 2009]
Euro 12,00

Andrei, il piccolo protagonista del romanzo, osserva con uno sguardo disarmante il mondo che lo circonda esplorandone a poco a poco il mistero, il fascino e la crudeltà in una sorta di viaggio iniziatico in cui viene coinvolto direttamente anche il lettore.

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Rediviva Edizioni presenta, in una nuova edizione rivista, In assenza del padre, traduzione del romanzo În absenţa tatălui (Bucureşti, Editura Leda, 2009) di Stelian Ţurlea. In questa occasione la traduttrice, Ingrid Beatrice Coman, ha ripercorso tutto il testo prestando ancora maggiore attenzione alla voce del piccolo protagonista Andrei, nel tentativo di restituire in tutta la loro vitalità e immediatezza gli episodi e i dettagli che caratterizzano questo piccolo romanzo di formazione.

Andrei, il protagonista undicenne del libro, si ritrova improvvisamente a una svolta della sua vita, con l’arresto del padre, accusato di aver provocato un incidente stradale di cui è vittima come molte delle altre persone coinvolte. Questo avvenimento segna una profonda trasformazione nell’esistenza di Andrei e della sua famiglia e rappresenta per lui la tappa iniziale di un lento processo di iniziazione che lo condurrà a un contatto diretto, e a volte violento, con la realtà, il mondo circostante e la società. L’evoluzione delle vicende viene filtrata dall’occhio vigile, ingenuo e disorientato di Andrei, che interpreta i cambiamenti interni ed esterni, descrive il comportamento dei coetanei e degli adulti e cerca di trovare una spiegazione agli avvenimenti quotidiani con cui di volta in volta si confronta. Suo fedele compagno è il fratellino, che non lo abbandona quasi mai e cerca in lui una sorta di appoggio e punto di riferimento, anche se le sue assillanti domande e la sua presenza diventano spesso per Andrei fonte di fastidio e imbarazzo; proprio il dialogo continuo tra i due fratelli permette al lettore di entrare nell’universo quotidiano della famiglia, privata del padre, oltre a delineare con spontaneità le reazioni e le sensazioni di questi due piccoli personaggi, quando si confrontano con la storia dell’incontro fra i loro genitori, raccontata dalla madre (capp. 6 e 9), o quando devono affrontare i problemi quotidiani.

L’adozione sistematica del punto di vista di Andrei si unisce alla scelta di uno stile piano, brioso, apparentemente semplice e ingenuo, ma in realtà pensato per catturare le sensazioni e i pensieri dei piccoli protagonisti e rappresentare il mondo circostante con una reazione sorpresa, in cui il lettore adulto riconosce tutta la carica autentica e spesso coraggiosa, come nell’episodio della sfida agli occupanti russi con il passaggio sul marciapiedi proibito (cap. 5).

Proprio la sfida costituisce uno degli elementi centrali del romanzo, perché Andrei, in diverse occasioni, di fronte a un mondo parzialmente ignoto o incomprensibile, decide di agire, intervenire in modo diretto o indiretto, anche usando la fantasia, non solo per risolvere un dubbio, ma anche per combattere un’ingiustizia o difendere l’integrità e la sicurezza della sua famiglia. Ed è proprio la combinazione di coraggio e semplicità uno degli elementi usati costantemente dal narratore per coinvolgere il lettore nelle vicende del piccolo Andrei che acquista da solo un albero di Natale (cap. 1), difende il fratellino dagli inviti del nuovo vicino, un agente della Securitate (cap. 4), nasconde un tesoro in compagnia degli amici, quasi fossero una banda di pirati (cap.  8), accompagna la madre nell’acquisto della legna (cap. 12) e la protegge costantemente dagli attacchi dei vicini (cap. 13), in attesa che il padre ritorni.

Andrei intraprende in questo romanzo un viaggio che lo porta non solo a difendere la sua famiglia, ma anche a crescere rapidamente e ad affrontare molte delle problematiche dell’adolescenza, legate alla scoperta, ancora incerta e nebulosa, della sessualità (capp. 7 e 9), alla costruzione del futuro, in compagnia degli amici, e alla ricerca di un senso negli avvenimenti che si svolgono intorno a lui ogni giorno. L’assunzione del suo punto di vista permette anche al narratore di descrivere, in modo leggero, ma incisivo, l’atmosfera tipica di un’epoca, come quella della Romania dopo la Seconda guerra mondiale, in tutti i suoi aspetti rappresentativi e in tutte le sue contraddizioni: la propaganda (cap. 10 con lo spettacolo teatrale), le parate (cap. 11) e il mondo del cinema (capp. 9 e 11). Tutti questi elementi, però, non incupiscono la vicenda, anzi la arricchiscono, proprio perché vengono filtrati dalla mente stupita e ricettiva di Andrei.

Il romanzo è costruito soprattutto sull’azione, i dialoghi e le pause riflessive del piccolo protagonista che confronta il suo mondo, definito intorno alla famiglia, al gruppo di amici (Fane, Paul, Gigi, Victor, Dan, Lalu, Laurenţiu) e ai libri da lui amati (soprattutto Il conte di Monte Cristo e i romanzi dei pirati) con il mondo degli adulti, che si apre in squarci più o meno ampi e dettagliati, come l’episodio al tribunale (cap. 2), l’arrivo del nuovo vicino con l’improvvisa irruzione della morte (cap. 4), i divieti da infrangere (cap. 5), la visita al padre in carcere (cap. 6), l’arrivo dei nuovi vicini e la chiassosa festa di nozze (cap. 13). Quest’ultimo avvenimento, anche per la sua posizione strategica all’interno del romanzo, costituisce un momento chiave dell’intera vicenda, perché è una sorta di microcosmo che proietta il piccolo Andrei direttamente nel mondo degli adulti, un mondo pieno di fascino e contraddizioni, di cui la festa è la sintesi, con il divertimento, la vitalità, le convenzioni, il senso di libertà e la violenza. Forse è proprio in questo episodio che esplodono e maturano con maggiore evidenza le sensazioni, i pensieri e le speranze di Andrei riassumendo tutto il fascino del libro, in cui il lettore si trova a fianco del piccolo protagonista e lo accompagna nel suo percorso tortuoso ed emozionante, condividendone, almeno in parte, le gioie e le paure.

Davide Arrigoni

© 2015 Rediviva Edizioni, Milano
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